LVF – LUNGA VITA FESTIVAL e il COMUNE DI NARNI presentano “NARNI CITTÀ TEATRO”

Moni Ovadia, Elio Germano, Emma Dante, Carmine Maringola, Andrea Argentieri, Alessandro Serra, Matthias Martelli, Stefano Romagnoli, Omar Rashid, sono solo alcuni deiprotagonisti di Narni Città Teatro, prima edizione della manifestazione presentata in Umbria da LVF Lunga Vita Festival di Ilaria Ceci e Davide Sacco e dal Comune di Narni che,da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2020, riempirà i vicoli e gli spazi più rappresentativi delcentro storico narnese con oltre venti eventi in tre giorni, che porteranno nella cittadina umbra un’invasione di teatro e bellezza, «Perché di teatro e di bellezza vorremmo riempire ogni angolo della nostra città», afferma l’Assessore alla Cultura Lorenzo Lucarelli.

Lo spettacolo dal vivo di questa prima edizione dal sottotitolo “Volume I – Nascita”, illuminerà i palcoscenici del Teatro Comunale Manini e l’Auditorium Bortolotti, per poi spostarsi all’aperto, a Piazza dei Priori, per poi tornare in luoghi iconici come la Sala Alvinio Misciano del Teatro Comunale Manini, la Sala Consiliare e l’Ala Deruta (ex Refettorio Sant’Agostino), in cui prenderanno corpo eventi diprosa, danza, musica, performance e arti visive.

Tra i primi spettacoli in scena ci sarà “Il primo miracolo di Gesù Bambino“, tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame, messo in scena dall’attore Matthias Martelli per la regia di Eugenio Allegri.  Grande attesa per “Acquasanta”, con Carmine Maringola per la regia di Emma Dante. La curiosità cresce per “Nascita“, con Moni Ovadia, che andrà in scena all’alba, alle ore 06.30, all’Ala Deruta (Ex Refettorio Sant’Agostino), progetto a cura di Davide Sacco, un vero e proprio rito collettivo che coinvolgerà tutti i partecipanti, perchè l’arte, come la democrazia, è un processo di partecipazione attiva.

All’Auditorium Bortolotti, da non perdere “Segnale d’allarme – La mia battaglia VR”, uno dei primi esperimenti mondiali di teatro in realtà virtuale, con Elio Germano, per la regia di Omar Rashid. L’esperienza permetterà allo spettatore, attraverso i visori, di immergersi completamente fino a confondere immaginario e reale.

La performance/reading itinerante ”Se questo è Levi”, incentrata sull’opera di Primo Levi, di Chiara Lagani, con Andrea Argentieri, per la regia Luigi De Angelis, porterà il pubblico in tre spazi differenti, per un incontro a tu per tu con il pensiero del grande scrittore, punteggiato in tre tappe teatrali.

Lo spettacolo “L’ombra della sera” di Alessandro Serra con Chiara Michelini, ispirato alla vita e alle opere di Alberto Giacometti, concluderà il percorso del Festival, animato da oltre 20 eventi in tre giorni.

Teatro, cultura ma anche divertimento, con appuntamenti di stand up comedy, da Giorgio Montanini a Daniele Fabbri, seguiti da progetti performativi, di danza e mostre d’arte, tra cui la personale di Stefano David, creatore anche del manifesto del Festival.

Una prima edizione speciale quella che andrà in scena a Narni, che vedrà tornare l’arte e la cultura nelle sue strade, soprattutto dopo un periodo così difficile come quello dell’emergenza da Covid-19. Uno stato d’animo pieno di speranza, che è sottolineato dalle parole dell’Assessore alla Cultura: «Narni Città Teatro sarà un festival per i narnesi e per quanti vorranno scoprire il nostro territorio attraverso il teatro. Una prima edizione davvero speciale, con un programma da non perdere. In un momento di grande crisi, è una sfida che abbiamo voluto raccogliere e che vorremmo estendere anche a tutte le frazioni», conclude Lorenzo Lucarelli.

Il moto rivoluzionario che vive nella nascita è un sentimento pratico, dinamico, che non accetta rinvii: ecco la prima edizione di Narni Città Teatro, denominata per l’occasione “Volume I – Nascita”. «Oltre 20 eventi in tre giorni, di cui la metà gratuiti, tutti con il filo comune della partecipazione sociale, per creare insieme una comunità teatrale, una proposta continua in cui si incontreranno nuovi linguaggi della scena contemporanea, nuove tecnologie legate all’arte e roccaforti della cultura, di cui ci auguriamo che il cittadino sia parte viva, vitale e integrante» afferma il direttore artistico Davide Sacco e continua dicendo «Nascita perché si nasce sempre ogni giorno, di momento in momento, si nasce in ogni persona che incontriamo, si rinasce, ogni volta che la abbandoniamo. Nascono le speranze quando veniamo sconfitti, nascono le sconfitte, quando non abbiamo più speranze. Nasce un mondo, nasce un tempo, nasce il teatro. Giorno dopo giorno, nasce il teatro. Ogni volta in cui due persone si sorridono, ogni volta che si scende in piazza, ogni volta in cui non ci si sente soli, è nato il teatro. In questa edizione, nella prima edizione, nasce un nuovo festival, una nuova casa, per far nascere insieme un nuovo pubblico. Perché ogni volta che una cosa nasce, vuol dire che qualcos’altro non muore», conclude infine Davide Sacco.

La manifestazione è realizzata in collaborazione con l’Associazione città di Narni, Thea – distretto diffuso di didattica teatrale, Magazzini Artistici, Pianoforte&Voce e UniTre di Narni, è sostenuta dal Castello di Montignano Relais e dallo Studio Legale Meliadò, sostiene l’Associazione di volontariato I Pagliacci di Terni.

PROGRAMMA / NARNI CITTÀ TEATRO, Volume 1 – Nascita

RACCONTO NARRATO

quando anche la memoria serve a creare comunità

progetto speciale

2 ottobre h. 18.00

Piazza dei Priori

a cura dell’UniTre di Narni

Raccontare, tessere un racconto, ritrovare un filo: nessuno è solo quando i fili si intrecciano, si incontrano, creano una trama e sono gli uni legati agli altri. Così, da sempre, noi che portiamo avanti l’UNITRE, sappiamo che la memoria può anche essere uno scrigno ricco di sorprese da mettere a disposizione della nostra comunità. Così una parola dopo l’altra, un istante dopo l’altro, si esce dalla singolarità e ci leghiamo in un destino comune fatto di ricordi, usanze, regole, costumi. In questa trama fitta, ci scopriamo parte di qualcosa di più grande e coltiviamo un’identità che supera la nostra piccola casa e sa allargarsi agli altri. Così, con una semplice azione, piena di modestia, proviamo a portare in piazza il nostro contributo. Le voci si alzano nel vento e portano lontano nello spazio e nel tempo. Iniziamo a viaggiare insieme inseguendo odori, sapori, gesti e azioni che ci hanno resi quello che siamo oggi: in ogni nostra parola si condensano mille voci che l’hanno usata e l’hanno lavorata e levigata per farla giungere fino a noi. Un tempo furono pietre del fiume e oggi sono le pietre su cui poggiamo i nostri piedi per andare, tutti insieme, verso il futuro. Ascoltateci e noi vi ascolteremo.

MOVIN’BEAT COMPANY

danza

2 ottobre h. 19.00

Piazza dei Priori

ingresso gratuito

regia e coreografia – Antonella Perazzo

Movin’Beat Company, della coreografa e direttrice Antonella Perazzo, è una compagnia unica nel suo genere, perché la danza è fortemente legata all’oggettistica scenica, vere e proprie macchine scenografiche indossate dai danzatori e che prendono vita e danza in scena. MOVIN’BEAT propone un viaggio onirico, coreografico e musicale. Il movimento nella danza rimane fluttuante ed etereo. I danzatori, come bolle di sapone, difficilmente gestibili e direzionabili, nascono dallo stesso nucleo per disperdersi, rincorrersi e scontrarsi.

I beats musicali non procedono necessariamente in sintonia con il movimento coreografico, susseguendosi in una scala di adagi e sostenuti, in una calda ricerca elettronica; voce e musica nella creazione di uno stravagante e morbido paesaggio sonoro.

IL PRIMO MIRACOLO DI GESÙ BAMBINO

prosa

2 ottobre h. 20.00

Auditorium Bortolotti

ingresso gratuito

tratto da Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame

Con Matthias Martelli

Regia – Eugenio Allegri

Il primo miracolo racconta l’emigrazione di Gesù e della sua famiglia da Betlemme, a seguito delle stragi degli innocenti di Erode, e di come il piccolo Gesù riesca a farsi accettare dai bambini di un’altra città inventando il miracolo degli uccellini fatti con la creta; una giullarata esilarante sui temi attualissimi dell’emigrazione, del lavoro e dell’integrazione costruita sull’inimitabile paradosso comico e grottesco del teatro di Fo che alla fine lascia le menti in ebollizione, la gioia nel cuore e il sorriso sulle labbra.

ACQUASANTA

prosa

2 ottobre h. 21.00

Teatro comunale Manini

testo e regia

Emma Dante

Con Carmine Maringola

Teatro Stabile di Napoli

Crt centro di ricerca per il teatro con il sostegno di Théâtre Du Rond Point – Paris

Un uomo si ancora sul palcoscenico, a prua di una nave immaginaria. Sta.  Esperto nel manovrare gli ingranaggi che muovono la simulazione della nave, ‘o Spicchiato si salva dalla finta burrasca che mette in scena per rievocare i ricordi della sua vita di mozzo. È imbarcato dall’età di 15 anni e da allora non scende dalla nave. Non crede alla terraferma, per lui è ‘n’illusione. Sopra la sua testa pende il tempo del ricordo: una trentina di contaminati ticchettano inesorabili. Poi suonano e tutto tace. Il mare smette di respirare e ‘o Spicchiato rivive l’abbandono. Un giorno la nave salpa senza di lui, lasciandolo solo e povero sul molo di un paese straniero: la terraferma. Proprio lui che senza la nave si sente perso, lui che ha votato la sua vita alla navigazione, lui che giorno e notte ha bisogno di parlare con il suo unico grande amore: il mare. Le voci della ciurma, del capitano, gli rimbombano nella testa e ‘o Spicchiato, cantastorie, tira i fili dei suoi pupi. Ma nell’attesa del ritorno della nave, il mozzo, a prua, diventa di legno come polena di un vecchio galeone.

Acquasanta è il primo capitolo della Trilogia degli Occhiali composta da tre spettacoli autonomi ma indissolubilmente legati da temi di marginalità: povertà, vecchiaia e malattia. Tutti i personaggi della trilogia inforcano gli occhiali. Sono mezzi cecati. Malinconici e alienati.

GIORGIO MONTANINI

stand up comedy

2 ottobre h. 22.30

Teatro Comunale Manini

Come Britney Spears | covid 19 version

di e con Giorgio Montanini

Nel suo nono monologo inedito Giorgio Montanini mette in discussione l’unico vero baluardo trasversale e condiviso da tutti, quello che tiene in piedi il genere umano. L’antropocentrismo. Quando si è costretti ad affrontare una situazione critica, il confine che separa la consapevolezza dall’isteria è ambiguo, ingannevole. È dalla sua comparsa sul pianeta che l’essere umano cerca disperatamente e ostinatamente il giusto percorso che lo conduca alla serenità, alla pace e alla felicità. Dalla notte dei tempi ad oggi, abbiamo continuamente sbagliato strada a causa della nostra isteria ed inconsapevolezza… e il risultato? Che ci ritroviamo con pochissimi analfabeti ma tantissimi stupidi. Convincersi che il lavoro e la remunerazione siano i valori fondanti della realizzazione dell’essere umano, come conseguenza ha avuto la regressione culturale e sociale della nostra specie. In Italia quasi il 30% della popolazione è analfabeta funzionale, quasi il 30% degli italiani è regredito a tal punto da non capire più cosa legge (o peggio scrive) nonostante si tratti di testi semplici e dai concetti elementari. In una sola parola: stupido. A rendere la situazione un incubo è il fatto che siano proprio gli stupidi ad alzare la voce e a metterci la faccia. Colpevolizzare gli stupidi però è efficace quanto per un naufrago spegnere la sete trangugiando l’acqua del mare. Non c’è nulla di più ipocrita che deresponsabilizzarsi incolpando gli stupidi della deriva. I cattivi sono solo uno specchietto per le allodole, la colpa è dei buoni. La colpa è degli animalisti, antirazzisti e antifascisti. degli ambientalisti, anticapitalisti e dei femministi… la colpa è di chi sbandiera sani principi ma ne ignora doveri e responsabilità. Pur di disertare la battaglia, affidano il compito di rappresentarli a improbabili personaggi che sfiorano il grottesco. Quando riusciremo a liberarci di questi ingombranti fardelli potremo vederci finalmente per ciò che siamo: spauriti ed insignificanti esseri che tentano di sopravvivere in territorio ostile.

SPETTATORI

progetto di formazione

3 ottobre h. 11.30

Auditorium Bortolotti

a cura di

Stefano Romagnoli

“La passione per il teatro s’è trasformata in una necessità e con i dati che conservo, aggiornati al 2019, posso serenamente dire di aver assistito a 2.512 spettacoli teatrali, 1.196 film proiettati al cinema e di aver preso parte a 512 concerti. Giro l’Italia del palcoscenico ma ho avuto anche sortite all’estero. Penso a Parigi o a Rio dei Janeiro. In quest’ultima realtà mi trovavo in vacanza quando ho scoperto per puro caso che c’era in corso un festival di teatro firmato da un’autorità di settore come Eugenio barba, regista italiano e una delle figure di spicco del teatro contemporaneo. Per capirne la rilevanza e per comunicarla ai non addetti ai lavori basti pensare che Barba, conosciuto come allievo ed amico di Jerzy Grotowski, fondatore e direttore dell’Odin Teatret, è considerato insieme a Peter Book, l’ultimo maestro occidentale vivente”. Grazie a questo peregrinare che mi vede spostarmi da teatro a teatro, e in costanza dell’esplosione dei social, ho amplificato – ricorda – la mia veste di “Spettatore Professionista”. Tutto è iniziato quasi per caso e passo dopo passo, spettacolo dopo spettacolo, è divenuto una necessità che mi ha portato a conoscere anche i protagonisti degli spettacoli. Sono in contatto con moltissime compagnie, registi, operatori e direttori artistici solo per citarne alcuni. Ci sentiamo, vado agli spettacoli, vengo anche chiamato per essere tra il pubblico. Ciò ha fatto maturare una ulteriore fase dello “Spettatore Professionista” vedendomi diventare un divulgatore della cultura teatrale”. (Stefano Romagnoli)

SE QUESTO È LEVI

PERFORMANCE ITINERANTE SULL’OPERA DI PRIMO LEVI

PREMIO SPECIALE UBU 2019 / PREMIO UBU 2019

MIGLIOR ATTORE O PERFORMER UNDER 35 AD ANDREA ARGENTIERI

prosa

3 ottobre

I. se questo è un uomo

h. 17.00

Teatro Comunale Manini – Sala Alvinio Misciano

II. il sistema periodico

h. 20.00

Auditorium Bortolotti

III. i sommersi e i salvati

h. 21.30

Sala Consiliare

con Andrea Argentieri

regia – Luigi de Angelis

A partire dai documenti audio e video delle teche Rai, Andrea Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i toni, i discorsi in prima persona. È un incontro a tu per tu, in cui lo scrittore, a partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, testimonia la sua esperienza nei lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione. Grazie alla tecnica del remote acting, dell’eterodirezione, Andrea Argentieri compone un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci tramite la sensibilità di un attore che si lascia attraversare dai materiali originali a noi rimasti di quello scrittore? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare in maniera ancora più cogente la potenza e la necessità della sua testimonianza? Se questo è Levi è un ritratto d’attore. È il tentativo di concretizzare l’esperienza del resoconto, a tu per tu con lo scrittore.

NAEEMA RUBER

prosa

3 ottobre h. 18.00

Auditorium Bortolotti

scritto da Ilaria Drago

musiche di Meira Asher

con Paolo Grimaldi

e in video Alessandra Cristiani

installazioni video – Mario Toccafondi

La performance ripercorre in immagini e sonorità la storia d’amore dei protagonisti e poi procede per quadri e fa incontrare il linguaggio del corpo di Naeema – interpretato in video dalla danza potente di Alessandra Cristiani – e quello della parola narrata a frammenti da Paolo Grimaldi, un soldato cliché del militare che ostenta pistole e disprezzo eppure anche così impaurito, incerto, fragile quando proprio quel cliché viene meno e crolla tutto il “romanzo” della sua vita. I video di Mario Toccafondi raccontano i quadri scenici in un ritmo che alterna poesia e drammaticità. La scena è poetica, la scrittura Ilaria Drago intreccia lo svolgersi dell’azione a momenti di sospensione, come dovessimo trattenere il fiato per guardare l’interiorità dei personaggi. La musica scelta è quella di Meira Asher, un’artista israeliana nata in un territorio di belligeranza quotidiana che racconta di torture e violenza. Una vera e propria installazione: un filo spinato circonda l’attore, bossoli raccolti ai suoi piedi a far arrivare ai presenti quella matericità fredda e acida della guerra a noi così sconosciuta.

NOTE DI SABBIA

musica

3 ottobre

h. 19.00

Sala Alvinio Misciano

ingresso gratuito

soprano – Carolina Varela

sabbia – Michela Crisostomi

piano – Marco Venturi

contrabbasso – Vincenzo Rito Liposi

Note di sabbia è un progetto artistico che nasce per uno scopo preciso: creare la magia. Gli strumenti non sono quelli del prestigiatore ma sono quelli di un duo musicale, contrabbasso, pianoforte e un tavolo luminoso su cui prendono forma e anima immagini fatte di sabbia, accompagnati dalla suggestiva voce di una soprano. Il risultato è una magia composta da tanti elementi costitutivi che si fondono in un unico, straordinario spettacolo che stupisce e commuove. Magicamente una e poi un’altra, e poi un’altra ancora, prendono forma su un tavolo luminoso immagini che nascono solo da due piccole mani e da sabbia di mare. Soggetti e paesaggi che si intersecano e si dipanano in simbiosi con la musica. Estemporaneamente nasce un piccolo gioiello di animazione musicata dal vivo. “Note di sabbia” è una piccola magia che si rinnova ogni volta che c’è quel meraviglioso silenzio prima che la musica inizi e ogni volta che i primi granelli di sabbia iniziano a cadere sul tavolo luminoso.

RAPIMENTI

progetto speciale

3 ottobre h. 19

Piazza dei Priori

un progetto di Raffaele La Pegna

Gli spettatori, uno alla volta, vengono letteralmente rapiti da un uomo, che li porta con sé su un furgone e poi via, a girare per Narni.

Un incontro intimo, in solitaria, un’esperienza suggestiva e inaspettata.

Una riflessione sul tempo, sul valore che diamo a esso, sul nostro rapporto con gli altri e con noi stessi, in un’esperienza insolita e accattivante.

DANIELE FABBRI

stand up comedy

3 ottobre h. 22.00

Teatro Comunale Manini

Fakeminismo

di e con daniele fabbri

FAKEMINISMO, il nuovo spettacolo satirico di Daniele Fabbri, è uno spettacolo che parla di donne, viste da un uomo che vuole cambiare il suo modo di parlare delle donne. Una riflessione comica piena di buone intenzioni ma non sappiamo se perfettamente riuscita, perché un maschio che si mette in discussione si riempie di insicurezze, che lo portano a commettere ridicoli errori da maschio. Negare che le donne siano discriminate nella società è da ipocriti, le ragioni del femminismo sono indiscutibili, ma cosa può fare attivamente un uomo che non ha effettive posizioni di potere, non è famoso, non è un politico o un influencer, per cambiare la società? Cosa devono fare i maschi comuni nella vita di tutti i giorni? Daniele Fabbri si interroga sapendo di non avere le risposte, perché il femminismo non può certo spiegarvelo lui che è maschio. Tutto ciò che può fare è dimostrare si può ridere degli argomenti più seri senza affatto sminuirli, ma al contrario è un buon modo per riconoscere la loro importanza e condividerla con gli altri.

NASCITA

progetto speciale

4 ottobre h. 6.30

Ala Deruta (Ex Refettorio Sant’Agostino)

con Moni Ovadia

a cura di Davide Sacco

Un percorso sulla nascita, su quel momento in cui un uomo incontra un altro uomo, e intorno al fuoco, raccontando una favola, nasce la magia del teatro, nasce la comunità, nasce quel senso di civiltà che è lo scudo verso le barbarie cadenzate del tempo che avanza, incauto e ignorante del tempo che fu. Ciò che siamo è solo ciò che ci è stato tramandato, ciò che non saremo è solo ciò che dimenticheremo di essere stati.

Moni Ovadia, uno sciamano della bellezza, un pastore errante dell’arte, vive e fa vivere i fantasmi che evoca, per un progetto che si muove con i battiti stessi di chi ascolta, per creare insieme un tutt’uno dell’anima.

Richiesto dress code total white

SEMI

progetto speciale

4 ottobre h. 17.30

Piazza dei Priori

ingresso gratuito

a cura di Silvia Imperi

La presentazione fatta dai bambini spazia dal teatro classico a pezzi di teatro contemporaneo in un connubio sempre nuovo tra dramma e comicità. I bambini coinvolti sono tutti allievi di Thea, progetto diffuso di didattica teatrale promosso dall’Associazione Artò, che trova sedi in diverse città italiane. THEA nasce per accompagnare i bambini a conoscere il palco con un approccio ludico e creativo. Durante l’anno infatti i piccoli sono chiamati ad integrare brani d’autore con testi propri imparando a modellare il linguaggio e la propria abilità ad interagire con i grandi drammaturghi, lasciandosi ispirare dalle storie raccontate tanto quanto dalla sonorità poetica di molti autori. I testi presentati in pubblico durante il festival provengono da opere quali: LE SEDIE di Ionesco, ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett, IL GABBIANO di Checov, IL MERCANTE DI VENEZIA e SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William Shakespeare, LE INTELLETTUALI e IL MALATO IMMAGINARIO di Molière, CESARE E CLEOPATRA di George Bernard Shaw e una piccola sorpresa voluta dai bimbi.

La performance sarà coordinata da Silvia Imperi pedagoga teatrale dell’associazione Arto’, drammaturga e regista teatrale.

KAIRA (PACE)

musica

4 ottobre h. 18.30

Piazza dei Priori

ingresso gratuito

Musiche dal mondo

con Silvia Balossi e Luca Natali

Con il suono della kora, del didgeridoo, dello shruti box e Handpan, e con le loro voci, Silvia Balossi e Luca Natali creano un dialogo musicale e culturale tra l’Africa e il mondo, tra il maschile e femminile. “La Donna Bufala e l’epopea dell’Impero del Mali” è una libera interpretazione dell’Epopea Mandingo: racconta che la mancanza di pace è una ferita dell’anima che si può curare a partire dall’amore profondo, è come suonare luce sull’oscurità. Si dice che la kora in origine fosse stata costruita dalle donne e poi portata a corte e suonata solo dagli uomini. Il griot, cantastorie dell’Africa occidentale usava strumenti tradizionali quali la kora per raccontare le gesta degli eroi. Sunjata Keita, predestinato a fondare l’Impero non si sarebbe ‘risvegliato’ dal torpore senza sua madre, la Donna Bufala. Senza sua sorella, Nanà Triban non avrebbe saputo trasformare la mancanza di pace che affliggeva quella terra. È stata proprio l’unione tra la forza maschile e femminile che ha permesso la fondazione dell’Impero di pace del Mali, nell’attuale Mali, Senegal, Gambia, Burkina Faso e Guinea.

CHIUDIAMO LE SCUOLE

progetto speciale

4 ottobre h. 19.30

Piazza dei Priori

ingresso gratuito

di Giovanni Papini

con Germano Rubbi

in collaborazione con Magazzini Artistici

Dopo aver aderito al futurismo, Giovanni Papini si fece propulsore di teorie giovanilistiche e ardite che poco si confacevano alla serietà statica delle scuole del tempo, da lui comparate a prigioni, chiese, ospedali: tutti lager in cui la creatività e la libertà dei singoli erano inibite. Un Giovanni Papini del 1914, estremo, particolarmente caustico e provocatore. Un testo, più che mai attuale, che esprime con decenni di anticipo un malessere oggi dilagante. Una soluzione estrema ad un problema reso cronicamente insolubile. Una proposta radicale che tutt’oggi potrebbe far discutere se qualcuno avesse il coraggio di esprimere un simile dissenso.

SEGNALE D’ALLARME

LA MIA BATTAGLIA VR

prosa e nuove tecnologie

4 ottobre h. 20.00

Auditorium Bortolotti

Regia – Elio Germano e Omar Rashid

Elio Germano in uno dei primi esperimenti mondiali di teatro in realtà virtuale. Allo spettatore occhiali immersivi e cuffie, per una visione a 360 gradi dello spettacolo. Segnale d’allarme è la trasposizione in realtà virtuale di La mia Battaglia, spettacolo tratto dalla traduzione italiana di Mein Kampf di Adolf Hitler. L’esperienza permette allo spettatore, attraverso i visori, di rivivere la pièce teatrale dalla prima fila immergendosi completamente fino a confondere immaginario e reale. E in quei visori vediamo l’attore-mattatore – interpretato da Elio Germano ripreso da sei obiettivi – intento in un monologo serrato che diventa presto un crescendo di slogan politici sul senso di comunità, sulla meritocrazia, sulla sicurezza e, più avanti, sulla xenofobia e la purezza della razza. Un soliloquio che parte dalla democrazia, dal valore dell’autorità e della responsabilità e termina in un proclama idealista, futurista e dichiaratamente nazista. Chi indossa il visore si ritrova nel bel mezzo della platea, seduto tra gli altri, a tifare per questo o quel concetto, a partecipare attivamente al dibattito politico, in un gioco metateatrale e al contempo metacinematografico.

L’OMBRA DELLA SERA

danza

4 ottobre h. 21.00

Teatro Comunale Manini

di Alessandro Serra

regia, scene e luci – Alessandro Serra

con Chiara Michelini

L’ombra della sera si ispira alla vita e all’opera di Alberto Giacometti il cui universo viene evocato con un racconto silenzioso ed essenziale, fatto di immagini e movimento. Un movimento che non corrisponde mai al puro spostamento, ma piuttosto a una qualità più profonda e intima. La struttura drammaturgica si compone a partire dalle opere dell’artista: forme precise da cui estrarre possibili qualità di movimento e corrispettivi frammenti di umanità da evocare. Il racconto si sviluppa attraverso un punto di vista femminile ispirato alle tre donne della sua vita: la madre Annetta, la moglie Annette e la prostituta Caroline. La grande avventura per Giacometti consisteva nel veder sorgere qualcosa di ignoto ogni giorno sullo stesso viso. In questo senso lo spettacolo si ispirerà soprattutto al suo sguardo. Scoprire e far scoprire che la materia di queste esili figure non è carne martoriata né ossa scarnificate ma piuttosto una speciale membrana, invisibile e sconosciuta che, come ossa sensibili alla pioggia, si infiamma di fronte a uno sguardo puro. Uno sguardo capace di attraversare la ferita più segreta e svelarne la bellezza, solitaria e dolente. È di ritrattistica dal vero che si sta parlando non di arte astratta. Sarà un ritratto dal vivo.

CHIARA BECCHIMANZI

stand up comedy

4 ottobre h. 22.30

Teatro Comunale Manini

Precariaffettiva

di e con Chiara Becchimanzi

produzione

Altrascena / stand up comedy live

La generazione delle precarietà raccontata senza filtri, dall’occhio attento (e disperato) di chi la vive dal di dentro: le relazioni, la stabilità, la casa, la famiglia, il lavoro – tutto è precario in questa nostra stramba epoca, fatta di impegni che non riusciamo a prendere…e di corse forsennate, visto che l’unica eredità certa che ci hanno lasciato i nostri predecessori sono le gambe per correre. Le questioni sessuali, sentimentali, psicologiche e relazionali più spinose del nostro tempo sviscerate una per una, per provare a capire tutti insieme cosa diavolo vogliamo, e se possiamo averlo. Uno stream of consciousness che oscilla dal particolare al generale coinvolgendo il pubblico in un irresistibile vortice di paradossi.

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