La Fondazione Circolo dei lettori presenta Online, la 3. edizione del “Festival del Classico RELOADED” dal 29 novembre al 4 dicembre

I classici conquistano il web. Con l’edizione digitale del Festival del Classico, oltre 30 tra lezioni, dialoghi, letture, e incontri speciali riservati alle scuole. È Festival del Classico Reloaded, dedicato al tema Homo sive Natura: guerra, pace, malattia nella spirale della storia.

I classici non hanno confini: al festival molti gli ospiti internazionali come la filosofa Martha Nussbaum, gli scrittori Abraham B. Yehoshua e Daniel Mendelsohn, la “Comma Queen” del New Yorker Mary Norris, la politologa della Princeton University Melissa Lane. In programma le lezioni di Luciano Canfora, Eva Cantarella, Giulio Guidorizzi, Maurizio Bettini, Massimo Cacciari e Federico Condello. E ancora i dialoghi: tra le filosofe Simona Forti, Michela Marzano, Giorgia Serughetti e Riccardo Piaggio; Elena Loewenthal, Alberto Melloni e il rabbino Alberto Moshe Somekh; Gennaro Carillo, Francesca Mannocchi, Laura Pepe e Giorgio Zanchini; Ivano Dionigi e Pietro Del Soldà; Silvia Bencivelli, Giorgio Ficara, Sergio Givone, Vera Tripodi; Anna Caffarena, Lucio Caracciolo, Sandro Orlando e Luciano Canfora.

I classici a voce alta: con il poeta Milo De Angelis e il suo intervento sul De rerum natura; con il reading dell’attrice Chiara Francini La guerra non ha un volto di donna a cura di Olimpia Imperio.

I classici si mettono in gioco: con il Torneo di disputa classica, competizione dialettica quest’anno via Zoom, tra squadre di studenti e studentesse del Piemonte; e con gli incontri riservati ad allievi e allieve delle scuole che avranno l’occasione di dialogare con Martha Nussbaum, Luciano Canfora, Ivano Dionigi, Maurizio Bettini e Matteo Nucci.

I classici tengono svegli: per aspettare il festival, La notte degli eroi, sabato 28 novembre dalle ore 22.30, speciale maratona condotta da Neri Marcorè, protagonisti Matteo Nucci, Chiara Valerio, Melania Mazzucco, Andrea Marcolongo e Roberto Vecchioni.

Tutti i contenuti saranno trasmessi su festivaldelclassico.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Circolo dei lettori.

Peruna settimana intera su festivaldelclassico.it, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Fondazione Circolo dei lettori si susseguiranno lezioni, dialoghi e reading per illuminare con i pensieri di ieri la riflessione di oggi. È il Festival del Classico che nel 2020 vivrà una nuova avventura, tutta digitale. La 3. edizione, dal 29 novembre al 4 dicembre 2020 – con anticipazioni sia venerdì 27 che sabato 28 novembre – è Festival del Classico Reloaded, rassegna che si ricarica di nuova energia per arrivare ancor più lontano, coinvolgendo una community senza confini.

Presieduto da Luciano Canfora e curato da Ugo Cardinale, il Festival del Classico è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori realizzato con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT. Con il patrocinio di Città di Torino. In collaborazione con Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Partner Gruppo Lavazza.

Ideato nel 2017 per rintracciare un paradigma interpretativo del presente, ben ancorato alla memoria del passato ma capace di orientare il futuro, quest’anno il festival è dedicato al tema Homo sive Natura. Guerra, pace, malattia nella spirale della storia. Un’indagine sulla storia, quindi, ricettacolo di guerre, epidemie, conflitti, ma sempre percorsa da un anelito alla pace. Perché guerra, pace e malattia sono una triade inestricabile quando si analizza l’ambivalenza della natura umana. A esplorare il tema filosofi, filologi, storici, scienziati, letterati italiani e internazionali, perché la migrazione online offre l’opportunità di raggiungere e ascoltare grandi protagonisti della cultura internazionale, lontani ma vicini, e di espandere il raggio d’azione della Fondazione ben al di là ai suoi confini territoriali.

In quest’anno particolare il Festival del Classico coinvolgerà ancor più direttamente studenti e studentesse delle scuole superiori,offrendo un supporto alla didattica attraverso approfondimenti online di elevato livello culturale, a integrazione del programma ministeriale con dei contenuti pensati esclusivamente per loro. Allieve e allieve delle scuole secondarie di secondo grado, in Italia e anche all’estero, grazie alla collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, avranno l’occasione di confrontarsi con Martha Nussbaum, Luciano Canfora, Ivano Dionigi, Maurizio Bettini e Matteo Nucci in speciali incontri via Zoom. Ragazzi e ragazze potranno, in esclusiva, interloquire con gli ospiti e realizzare un vero lavoro di analisi giornalistica producendo articoli di commento e recensioni pubblicate su festivadelclassico.it.

Le anteprime
Abraham B. Yehoshua, Daniel Mendelsohn, Milo De Angelis

Il Festival del Classico prende il via già venerdì 27 novembre, ore 18.30 con l’intervento del grande scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua, Myth and reality in the jewish culture, in cui esplora l’antinomia tra mito e realtà con il suo sguardo tanto limpido quanto profondo. L’introduzione è di Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori. Il giorno dopo, sabato 28 novembre, ore 15.30, protagonista lo scrittore Daniel Mendelsohn, studioso di lettere classiche e docente di Letteratura al Bard College, in una lezione a partire dal suo Un’Odissea: un padre, un figlio, un’epopea (Einaudi), rilettura delle avventure di Ulisse alla luce del rapporto tra genitori e figli. Sempre sabato 28, ma alle 18.30 l’appuntamento è con il poeta e critico letterario Milo De Angelis e il De rerum natura, poema dell’infinita tempesta composto dal più misterioso degli scrittori latini, Lucrezio. 

La notte degli eroi con Neri Marcorè
sabato 28 novembre, dalle ore 22.30 alle 00.30
Avventure, intrighi, prodigi, amori. Viaggi fino alla fine del mondo, love stories che sfidano la morte. Per aspettare insieme l’inizio di Festival del Classico Reloaded, la speciale maratona La notte degli eroi, condotta da Neri Marcorè, protagonisti lo scrittore Matteo Nucci, le scrittrici Chiara Valerio, Melania Mazzucco e Andrea Marcolongo, il cantautore e scrittore Roberto Vecchioni, sabato 28 novembre, dalle ore 22.30 alle 00.30.  Partner di questo appuntamento di anteprima sarà il Gruppo Lavazza.

Due intelligenze a confronto, quella di Odisseo e di Achille, ma anche due stili di vita contrapposti: Matteo Nucci racconta i due eroi a partire dal libro Achille e Odisseo. La ferocia e l’inganno da poco uscito per Einaudi. Segue la scrittrice ed editor Chiara Valerio con una ricognizione intorno a Memorie di Adriano, opera senza tempo di Marguerite Yourcenar. Melania Mazzucco, racconterà invece di donne e di guerre, di Amazzoni e divinità ma anche di Lisistrata, Elena e Andromaca, spose e madri che nel conflitto hanno un ruolo non scontato. L’intervento di Andrea Marcolongo prende il via da La lezione di Enea (Laterza), eroe quanto mai attuale, uomo sconfitto che ha più niente tranne la capacità di resistere e sperare. Infine, parola a Roberto Vecchioni, cantautore, scrittore e a lungo professore di liceo, che torna sulla figura di Odisseo – a partire da Lezioni di volo e di atterraggio (Einaudi) – incarnazione degli ideali dell’Illuminismo, pieno di dubbi e paure ma per questo tipicamente umano perché capace di inventare la vita.

Tutti i contenuti saranno trasmessi su festivaldelclassico.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Circolo dei lettori.

Il programma di Festival del Classico Reloaded
Da domenica 29 novembre a venerdì 4 dicembre

Le lezioni

Domenica 29 novembre, ore 10, il filologo e storico Luciano Canfora introduce il tema della 3. edizione del Festival del Classico con la lezione Storia della guerra e storia della pace: la lezione tucididea, apre la riflessione di Ugo Cardinale, curatore della rassegna. Sarà una ricognizione sul rapporto tra umanità e conflitto dalla guerra di Troia, raccontata nell’Iliade, che arriva fino a oggi. A seguire, sempre domenica ma alle ore 11.30 parola alla politologa, docente alla Princeton University e direttrice dell’University Center for Human Values, Melissa Lane con È possibile una repubblica ecologica oggi?, riflessione su come le idee degli antichi, da Socrate a Platone, possano influenzare positivamente il presente, specialmente riguardo al tema della sostenibilità. Nella giornata inaugurale anche l’occasione unica di ascoltare Martha Nussbaum, docente di Law and Ethics nell’Università di Chicago, importante studiosa di filosofia greca e romana, di filosofia politica ed etica. Il suo intervento Paura e rabbia nella vita pubblica: un’analisi filosofica, a partire dal libro La monarchia della paura (il Mulino), da fruire con la traduzione di Paolo Noseda, è domenica 29 novembre, ore 19. In particolare, a confrontarsi con la filosofa, studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado.

Alle ore 21, la ricca giornata di domenica 29, si conclude con Eva Cantarella e la lezione Le pandemie ai tempi degli antichi. Tutta colpa delle divinità?in cui la storica e giurista si concentrerà specialmente sulla peste storicamente avvenuta in Atene tra il 430 e il 429 A.C. e sull’approccio interpretativo di Tucidide, per la prima volta scientifico. Lunedì 30 novembre, ore 21 torna Luciano Canfora, presidente onorario del festival, con Guerra e guerra civile: il caso italiano, lezione sull’Italia del Novecento, esempio estremo della compenetrazione tra i due tipi di guerre. Di Enea racconta invece il grecista Giulio Guidorizzi, martedì 1 dicembre alle ore 18: Pacique imponere morem: Enea lo straniero è unalezione sull’eroe che fugge dalle rovine e diventa fondatore di un impero. Mercoledì 2 dicembre, ore 18 appuntamento con il filologo classico Federico Condello: Una peste che non è una peste. Edipo re, la guerra, la democrazia è un invito a leggere la tragedia sofoclea come opera sul potere, cronaca della destituzione di un capo. Sempre mercoledì, ma alle ore 21, protagonista del festival Massimo Cacciari con Poema della forza. L’Iliade secondo Simone Weil, approfondimento sul poema omerico riletto dalla filosofa che ne offre una visione precisa e attuale. Giovedì 3 dicembre, ore 17 in onda Maurizio Bettini, filologo classico, ospite fisso della rassegna, nella lezione L’estrema d’ogni libertà . Ettore, Polinice e i Sette a Tebe sulla profonda esigenza culturale di avere un riconoscimento, un ricordo dopo la morte, e quindi una degna sepoltura. Venerdì 4 dicembre, ore 21 la “Comma Queen” del New Yorker Mary Norris conduce il pubblico nell’universo femminile, in Greek to me, alla scoperta delle donne divine dalla glaucopide Atena in poi.

I dialoghi

Festival del Classico Reloaded è anche confronti a più voci: Immunitas vs Communitas: la polis nella morsa del contagio, domenica 29 novembre, ore 16, vede protagoniste tre filosofe, Simona Forti, Michela Marzano e Giorgia Serughetti, in un dialogo, moderato da Riccardo Piaggio, sulla pandemia che mette in discussione ogni cosa, sia a livello individuale che sociale, ridisegnando i rapporti. Lunedì 30 novembre, ore 18 online Messaggi di pace e di guerra nel grande romanzo della Bibbia con Elena Loewenthal, direttore Fondazione Circolo dei lettori, Alberto Melloni, storico delle religioni e il rabbino Alberto Moshe Somekh, sulla pace, realtà escatologica sognata dall’uomo e promessa da Dio. Aspettando i barbari. Scontri di civiltà tra Oriente e Occidente è il dialogo di martedì 1 dicembre, ore 21 tra lo storico Gennaro Carillo, la giornalista Francesca Mannocchi e Laura Pepe, docente di Diritto romano e Diritti dell’antichità presso l’Università Statale di Milano, excursus che dalle guerre persiane arriva alla moderna tesi di Hungtington e al nuovo ordine mondiale. Modera il giornalista Giorgio Zanchini. Il latinista Ivano Dionigi e il giornalista e scrittore Pietro Del Soldà, conduttore di Tutta la città ne parla su Rai Radio3, si confrontano sulle domande delle nuove generazioni, a partire dalla famosa risposta di Max Weber ai suoi studenti. Alla domanda: «Professore, cosa dobbiamo fare?», non seppe andare oltre questa risposta: «Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita», per questo il dialogo prende il titolo Il demone in ogni uomo, giovedì 3 dicembre, ore 18. Il giorno dopo, venerdì 4 dicembre, due sono le tavole rotonde: alle ore 16.30 Metafisica della peste. Quando la natura non basta a spiegare con la divulgatrice scientifica Silvia Bencivelli, il critico letterario Giorgio Ficara e il filosofo Sergio Givone, moderato dalla filosofa Vera Tripodi, incontro su tutte le domande che restano senza risposta di fronte alla distruzione portata dalla malattia; alle ore 18.30 Scenari del futuro: Trappola di Tucidide o “mondo armonico” di Zhao Thingyang? in cui la docente di Relazioni internazionali dell’Università di Torino e presidente del Torino World Affairs Institute Anna Caffarena, il politologo e direttore di Limes Lucio Caracciolo e il giornalista e scrittore Sandro Orlando provano insieme a rispondere a un importante quesito: perché la politica internazionale non sembra cambiare? Introduce e conclude Luciano Canfora.

Chiara Francini

La guerra non ha un volto di donna
Il reading di Chiara Francini con i testi a cura di Olimpia Imperio
Giovedì 3 dicembre, ore 21
Le parole di Svetlana Aleksjevic, premio Nobel per la letteratura del 2015, si intrecciano, nel reading dell’attrice Chiara Francini ai versi delle tragedie di Euripide. Protagoniste delle le donne troiane, simbolo dei vinti della storia, testimoni di un eccidio etnico e culturale, colpite pesantemente dalla guerra e dalle sue conseguenze. La selezione dei testi è a cura della grecista Olimpia Imperio, La guerra non ha un volto di donna. Soffrire invano per una nuvola va in onda giovedì 3 dicembre, ore 21.

Torneo di disputa classica “Zoom Edition”
Antiche lezioni per moderni dilemmi

Due squadre di studenti delle scuole superiori del Piemonte si sfidano in una competizione oratoria strutturata in termini sportivi. Obiettivo di ciascun gruppo è convincere i giudici della bontà delle proprie ragioni su temi antichi che riguardano ora come allora il cittadino. Le semifinali del Torneo di disputa classica saranno tramesse online martedì 1 dicembre, mercoledì 2 dicembre e la finale venerdì 4 dicembre, tuttie alle ore 16. Il Torneo è a cura di Elisabetta Berardi, Marcella Gugliemo, Massimo Manca e realizzato in collaborazione con Dibattito e cittadinanza – Rete del Piemonte e Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. Si ringraziano la manifattura Aurora e Officina della Scrittura. Museo del segno e della scrittura.

Tutti i contenuti saranno trasmessi su festivaldelclassico.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Circolo dei lettori.

Il programma

venerdì 27 novembre | anteprima

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 18.30 | Myth and reality in the Jewish Culture

Coscienza storica e mito nell’identità del popolo ebraico

Con Abraham B. Yehoshua, scrittore
Introduzione di Elena Loewenthal

Quanto contano i miti nella costruzione dell’identità – religiosa, politica e nazionale? Nello spettro  della millenaria vicenda del popolo d’Israele, il grande scrittore israeliano riflette sul modello europeo, basato essenzialmente sulla consapevolezza della continuità storica dello spazio-tempo, posto a confronto con la creazione e l’educazione dell’identità fondata su vecchi e nuovi miti nella società statunitense. In anteprima per la 3. edizione del Festival del Classico, la lezione di Abraham B. Yehoshua Myth and reality in the Jewish Culture con l’introduzione di Elena Loewenthal èin streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori venerdì 27 novembre alle 18.30.

sabato 28 novembre | anteprime

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 15.30 | Un’Odissea: un padre, un figlio, un’epopea
In cortocircuito fra vita e letteratura
Con Daniel Mendelsohn
A partire dal libro Einaudi

L’Odissea non è solo una storia di mariti e mogli, di guerre e di eroi, è anche, forse ancora di più, una storia di padri e figli. È un viaggio, ma non solo geografico, è un’esplorazione nella natura dell’uomo, nelle paure, nelle emozioni, nei rapporti con gli altri, e con se stessi. È una grande lezione sul modo in cui possiamo interrogare i classici sui temi che ci stanno più a cuore. Come fa Daniel Mendelsohn: lo studioso di lettere classiche e docente di Letteratura al Bard College, attraverso la rilettura delle avventure di Ulisse, analizza e dà nuova vita al proprio rapporto con il padre, che riscopre diverso, così come Odisseo, quando torna a Itaca, affronta con consapevolezza di essere cambiato. A partire dal suo libro Un’Odissea: un padre, un figlio, un’epopea(Einaudi) Daniel Mendelsohn ne parla online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori sabato 28 novembre alle 15.30.


Ore 18.30 | De rerum natura, il poema dell’infinita tempesta
Su Lucrezio e i disastri della natura
Con Milo De Angelis, poeta, scrittore e critico letterario

Il poeta e studioso del mondo antico presenta il più misterioso degli scrittori latini, Lucrezio, che ha descritto con voce potente i disastri della natura: terremoti, nubifragi, pestilenze, cataclismi di ogni genere entrano nella mente dell’uomo e lo immergono nella pazzia. Milo De Angelis si addentra nel De rerum natura in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori sabato 28 novembre alle 18.30.

Dalle 22.30 | La notte degli eroi
Conduce Neri Marcorè

Partner Gruppo Lavazza

Di stelle è piena la notte, luci che rischiarano il buio dell’Universo in attesa del giorno. Di intrighi e prodigi, amori, passioni e avventure è costellata la notte prima del Festival del Classico: una maratona di voci per viaggiare in penombra fra le storie del mondo antico – ancora così simile al nostro. Neri Marcorè conduce La notte degli eroi sabato 28 novembre a partire dalle 22.30. Partner di questo appuntamento di anteprima sarà il Gruppo Lavazza.

1. FORZA, PASSIONI E LACRIME DEGLI EROI, con Matteo Nucci, a partire da Achille e Odisseo (Einaudi)
Abituati a contrapporre Ettore e Achille, i due eroi che si sfidarono sotto le mura di Troia, dimentichiamo la parola degli antichi. Sono Odisseo e Achille i due poli opposti, gli eroi che rappresentano, con le loro azioni, due paradigmi di umanità agli antipodi. Ma in che senso? Due intelligenze, certo. E soprattutto due stili di vita. Due modi di spendere la più grande ricchezza a disposizione dei mortali: il tempo.

2. OGNI ESSERE CHE HA VISSUTO L’AVVENTURA UMANA SONO IO, con Chiara Valerio
Memorie di Adriano, per come lo conosciamo oggi è un doppio romanzo. Il primo, evidente, dichiarato, è la vita dell’imperatore Adriano raccontata da lui medesimo, il secondo implicito, ctonio pure, è la storia di Marguerite Yourcenar scrittrice, l’opera al nero di Yourcenar che dopo essersi dissolta («l’io in testa a un’opera dalla quale volevo cancellare me stessa»), si ricrea tanto da dire «Ecco che cos’è questo romanzo, non solo l’ho scritto, ma te lo spiego».

3. LE DONNE E LA GUERRA, LA GUERRA DELLE DONNE, con Melania Mazzucco
Non solo fanciulle rapite e madri caritatevoli, i testi antichi sono ricchi di donne che le guerre non le fanno scoppiare ma le combattono e, spesso, le vincono. A volte le perdono, tante volte le subiscono, alcune imbracciano armi e coraggio e si buttano nella battaglia. Ci sono le Amazzoni, c’è la dea Athena, e Lisistrata, che combatte con le parole. Ma anche Andromaca, sposa di Ettore fedele e affettuosa, e ovviamente Elena di Troia. E oggi? Che ruolo hanno le donne nelle guerre? Anche adesso ci sono sia vedove tristi che capi di Stato (e di decisioni), sia orfane che ufficiali sul campo. Pure in questo caso, i classici raccontano storie eterne.

4. LA LEZIONE DI ENEA, con Andrea Marcolongo, a partire dal libro Laterza
Se in tempo di pace e di prosperità chiediamo a Omero di insegnarci la vita, a ogni rivolgimento della Storia dovremmo deporre Iliade e Odissea e riprendere in mano l’Eneide.
Il canto di Enea, infatti, è destinato al momento in cui si sperimenta l’urgenza di raccapezzarsi in un dopo che stordisce per quanto è diverso dal prima in cui si è sempre vissuto. Perché Enea è l’eroe che vaga nel mondo portandosi sulle spalle anziani e bambini, è colui che viaggia su una nave senza nocchiero alla ricerca di un nuovo inizio, di una terra promessa in cui ricominciare. È l’uomo sconfitto, colui che non ha più niente tranne la capacità di resistere e di sperare. Un personaggio quanto mai attuale.

5. ODISSEO, UOMO MODERNO CONTRO LE AVVERSITÀ, con Roberto Vecchioni, a partire da Lezioni di volo e di atterraggio (Einaudi)
Odisseo è “colui che è odiato”, che è preso in giro dal destino. Ma il destino lui lo affronta, lo sfida, perché non ha paura di nulla, si butta a capofitto contro qualsiasi avversità. Incarna pienamente lo spirito dell’Illuminismo, secondo cui l’uomo è più forte di ogni cosa. Spartiacque tra una cultura di favole mitiche e la conquista dell’anthropos, è comunque pieno di dubbi e paure, ma questo – tratto tipicamente umano, del resto – non gli impedisce di andare a sbattere contro ciò che non conosce. E di vincere sempre. Perché non ha timore di inventare la vita.

domenica 29 novembre

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 10 | Storia della guerra e storia della pace: la lezione tucididea
Dall’Iliade all’imperialismo bellico moderno

Con Luciano Canfora, filologo classico e storico, presidente onorario Festival del Classico
Introduzione di Ugo Cardinale, linguista, curatore Festival del Classico

La cultura dell’Occidente prende avvio con un poema epico – l’Iliade – che mette in scena una fase molto critica di una lunga, durissima, guerra. A sua volta il poema si apre con una rissa per il possesso di una prigioniera di guerra. Per secoli, guerra e schiavitù si alimentarono a vicenda: apparivano come l’ordine naturale delle cose specie quando la schiavitù assunse altre e più moderne forme. Il pensiero “realpolitico” la pensa ancora così. Il pensiero “utopistico” ha opposto, nel corso del tempo, a una tale visione l’obiettivo di una pace generale (“perpetua” secondo il celebre saggio di Kant). Più efficace dell’etica è stata la spaventosa distruttività degli armamenti dovuta allo sviluppo tecnico, che da molti decenni rappresenta il freno più vistoso alle possibili derive bellicistiche dell’imperialismo. Ma ancora per quanto? La lezione tucididea è con Luciano Canfora, con introduzione di Ugo Cardinale in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori domenica 29 novembre alle 10.

Ore 11.30 | È possibile una repubblica ecologica oggi?
La Repubblica di Platone e le sfide del mondo contemporaneo

Con Melissa Lane, politologa, docente della Princeton University

Cosa possono insegnarci oggi gli antichi in materia di sostenibilità ambientale? Platone nella Repubblica offre un modello antico eppure attualissimo di governo, ponendosi come guida per il cambiamento sociale necessario ad affrontare la sfida contemporanea legata all’ambiente. Platone offre “un modello intuitivo e immaginativo” che può ispirare un’azione individuale responsabile, mostrando come dobbiamo incorporare la nozione di bene in tutti i ruoli sociali reimmaginando l’interdipendenza tra individui e comunità politica. La politologa presenta un esempio riuscito di incontro tra studi classici e teoria politica contemporanea, dimostrando l’utilità del pensiero di Platone, a partire dal mito della caverna, per escogitare risposte all’urgente problema politico del cambiamento climatico globale. Si parte dall’iniziativa virtuosa individuale per innescare un cambiamento di ordine globale. Ne parla Melissa Lane in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori domenica 29 novembre ore 11.30.

Ore 16 | Immunitas vs Communitas: la polis nella morsa del contagio
Una nuova geografia di rapporti

Con le filosofe Simona Forti, Michela Marzano e Giorgia Serughetti
Modera Riccardo Piaggio, giornalista

Una pandemia mette in discussione ogni cosa, a livello sia individuale che sociale, e ridisegna i rapporti. L’incontro a tre voci vuole esaminare i nuovi – o ridimensionati – equilibri di relazioni e connessioni tra generazioni (giovani vs anziani) e classi sociali (produttivi vs non produttivi); il concetto di comunità a partire dagli scritti di Hannah Arendt; l’interdipendenza tra esseri umani – e tra umani e non umani – come fondamento e possibilità di una politica diversa. Perché il contagio non è una questione solo di corpi. In dialogo Simona Forti, Michela Marzano e Giorgia Serughetti con Riccardo Piaggio a moderare, in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori domenica 29 novembre alle 16.

Ore 19 | Paura e rabbia nella vita pubblica: un’analisi filosofica
Trovare negli antichi l’antidoto alle emozioni negative indotte

Con Martha Nussbaum, filosofa
A partire da Monarchia della paura (il Mulino)

La paura, un’emozione primordiale, può essere opportunamente indotta e sfruttata dal potere. È ciò che Martha Nussbaum osserva descrivendo metaforicamente come «monarchia della paura» la tendenza di taluni assetti politici ad allarmare proditoriamente i propri «sudditi», fiaccando la loro capacità di giudizio. Il convulso susseguirsi di accadimenti inquietanti (non solo l’elezione di Trump e il distacco di Brexit ma soprattutto il ritorno di atti xenofobi e razzisti) l’ha indotta a riflettere sullo scadimento della vita politica occidentale e sul malessere degli individui, che vede sprofondati nel risentimento, nella rabbia e nella faziosità. La paura è un veleno per la democrazia, perché toglie alle persone l’orgoglio di essere libere e indipendenti nel loro pensiero. Per sottrarsi alla pressione di un conformismo emotivo tarato sull’angoscia e aprirsi alla speranza, giova ricorrere ancora una volta all’insegnamento degli antichi, l’antidoto a ogni chiusura mentale. A partire da Monarchia della paura (il Mulino), Martha Nussbaum approfondisce il tema della paura e della rabbia nella vita pubblica in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori domenica 29 novembre alle 19.

Ore 21 | Le pandemie ai tempi degli antichi. Tutta colpa delle divinità?
Da vendette divine a malattie oggettive
Con Eva Cantarella, storica e giurista

Dall’Iliade all’Edipo re di Sofocle, le pandemie rappresentate nei testi antichi sono presentate come forma della vendetta divina verso la tracotanza degli uomini, verso il peccato della loro finitezza mortale. La tragedia di Edipo sancisce la responsabilità oggettiva umana, punita dagli dei attraverso la malattia mortale.  La svolta interpretativa rispetto a questa visione arcaica e pregiudiziale si ha con Tucidide che racconta con approccio scientifico la peste storicamente avvenuta in Atene tra il 430 e il 429 A.C. e che causò la morte di Pericle, riferendone l’eccezionalità e l’oggettiva pericolosità. Per la prima volta la peste è considerata una malattia oggettiva, slegata da una causa divina e descritta nei suoi sintomi impressionanti. Eva Cantarella è in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori domenica 29 novembre alle 21 per raccontare agli spettatori la dimensione della pandemia ai tempi degli antichi.

lunedì 30 novembre

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 18 | Messaggi di pace e di guerra nel grande romanzo della Bibbia
«Dio combatte con noi»
Con Elena Loewenthal, direttore Fondazione Circolo dei lettori, Alberto Melloni, storico delle religioni e il rabbino Alberto Moshe Somekh

Nella Bibbia, il libro dei libri, il cammino dei patriarchi e del popolo d’Israele conosce  la logica della guerra, guerra tra i popoli, inevitabile ragione di sopravvivenza e conquista della propria autonomia, sorretta dalla certezza che “Dio combatte con noi”; diventa poi guerra di liberazione dall’esilio. E la pace appare come completezza, integrità. Ma la pace è una meta, esige quella conversione delle coscienze sollecitata dai profeti. La pace è una realtà escatologica. La pace che l’uomo sogna e Dio promette è sempre oltre. Questa dimensione accomuna la shalom ebraica e l’eirene dei Vangeli, anche se nel cristianesimo la pace viene vista già presente con la venuta di Cristo. Ma non è la pace mondana, è un’utopia di pace che al presente si configura come il trionfo attraverso l’apparente sconfitta. A mostrare i messaggi di pace e di guerra nella Bibbia, Elena Loewenthal, Alberto Melloni e Alberto Moshe Somekh in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori lunedì 30 novembre alle 18.

Ore 21 | Guerra e guerra civile: il caso italiano
Dalle vicende particolari a una riflessione di valore generale

Con Luciano Canfora, filologo classico e storico

Quello  italiano è solo un caso particolare di un fenomeno più vasto e durevole, percepito molto presto dal maggior esponente del pensiero storico antico, Tucidide. Il quale ha fatto della guerra in ogni suo aspetto l’argomento non soltanto di una ricostruzione fattuale e di un racconto ma anche (o soprattutto) di una indagine sui caratteri di essa, strutturali o reputati tali. Fu suo merito risalire dalle vicende empiriche, in cui era immerso da protagonista, a una delineazione di valore generale. L’Italia del Novecento costituisce un esempio estremo della compenetrazione tra le due guerre: curiosamente trascurato dagli interpreti della storia europea nel Secolo breve intesa come un’unica, inesausta, “guerra civile” e ne parla Luciano Canfora in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori lunedì 30 novembre alle 21.

martedì 1 dicembre

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 16 | Torneo di disputa classica | Semifinale 1
Antiche lezioni per moderni dilemmi 

Con gli studenti delle scuole superiori
A cura di Elisabetta Berardi, Marcella Gugliemo, Massimo Manca
In collaborazione con Dibattito e cittadinanza – Rete del Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte

Due squadre di studenti delle scuole superiori del Piemonte si sfidano in una competizione oratoria strutturata in termini sportivi. Obiettivo di ciascun gruppo è convincere i giudici della bontà delle proprie ragioni su temi antichi che ci riguardano, ora come allora. Si ringraziano la manifattura Aurora e Officina della Scrittura. Museo del segno e della scrittura.

Ore 18 | Pacique imponere morem: Enea lo straniero
«Da genti diverse hai fatto un’unica patria»
Con Giulio Guidorizzi, grecista

I Romani scelsero come loro eroe fondatore uno straniero. Enea fugge dalle rovine di una città in fiamme portando con sé un vecchio e un bambino; ci sono emigranti che partono mettendosi in tasca un pugno della loro terra natale: Enea partì portandosi dietro i Penati, che rappresentano la memoria della sua gente. Non sa dove andrà, ma sa che da qualche parte c’è una terra che lo aspetta.  Così i suoi discendenti fondarono Roma. Mille anni dopo Romolo, un altro straniero, che nel frattempo era diventato imperatore, celebrò le feste per il millennio della città: si chiamava Filippo l’Arabo ed era nato  in Mesopotamia. Il senso storico della civiltà romana lo esprime un poeta della tarda antichità, Rutilio Namaziano: «da genti diverse hai fatto un’unica patria». Potrebbe, anzi dovrebbe, essere il motto dell’Europa. Giulio Guidorizzi ne parla in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori martedì 1 dicembre ore 18.

Ore 21 | Aspettando i barbari. Scontri di civiltà tra Oriente e Occidente
Dalle guerre persiane in poi
Con Gennaro Carillo, storico, Francesca Mannocchi, giornalista e Laura Pepe, dicente di Diritto romano e Diritti dell’antichità Università di Milano StataleModera Giorgio Zanchini, giornalista

Le guerre persiane: primo scontro di civiltà tra Oriente e Occidente e nascita dell’entità europea per contrasto con il mondo altro, barbaro, della grande regalità persiana. Dallo scontro tragico delineato da Eschilo nella tragedia I persiani  tra Greci e Barbari, tra ordine e caos, tra limite e hybris agli scontri di civiltà che si rinnovano nel nostro tempo con il ritorno di una nuova guerra fredda che ripropone le tesi di Hungtington nel nuovo dis/ordine mondiale. Giorgio Zanchini modera il dialogo attorno agli scontri di civiltà tra Oriente e Occidente con Gennaro Carillo, Francesca Mannocchi e Laura Pepe martedì 1 dicembre alle 21 in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori.

mercoledì 2 dicembre

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 16 | Torneo di disputa classica | Semifinale 2
Antiche lezioni per moderni dilemmi 

Con gli studenti delle scuole superiori
A cura di Elisabetta Berardi, Marcella Gugliemo, Massimo Manca
In collaborazione con Dibattito e cittadinanza – Rete del Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte

Due squadre di studenti delle scuole superiori del Piemonte si sfidano in una competizione oratoria strutturata in termini sportivi. Obiettivo di ciascun gruppo è convincere i giudici della bontà delle proprie ragioni su temi antichi che ci riguardano, ora come allora. Si ringraziano la manifattura Aurora e Officina della Scrittura. Museo del segno e della scrittura.

Ore 18 | Una peste che non è una peste
Edipo re, la guerra, la democrazia

Con Federico Condello, filologo classico

L’Edipo re – «il re di tutti i drammi», come scrisse un erudito antico – apparentemente ci parla di mitiche pestilenze, insolubili enigmi, fatali profezie; in realtà, attraverso il velo della leggenda, il politico Sofocle riflette sul potere, sulla democrazia e sui suoi insanabili conflitti. È una tragedia del potere, l’Edipo Re, cronaca della destituzione d’un capo, in cui tra sussurri e grida, c’è una comunità che divora se stessa. Federico Condello racconta di guerra, democrazia e della tragedia di Edipo in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori mercoledì 2 dicembre alle 18.

Ore 21 | Poema della forza, l’Iliade secondo Simone Weil
L’uomo terreno, tra sopraffazione e
pietas
Con Massimo Cacciari, filosofo

«Il vero eroe, il vero soggetto, il vero centro dell’Iliade è la forza. La forza che è usata dagli uomini, la forza davanti alla quale la carne degli uomini si ritrae.» La filosofa Simone Weil offre una visione precisa del poema omerico, attualizzandolo e anticipando con la consueta lucidità i venti di cambiamento che stavano soffiando sull’Europa. In esso, secondo la sua prospettiva, non ci sono da leggere gesta eroiche o avventurose incursioni divine, ma piuttosto il dispiegarsi tragico di violenza e volontà di sopraffazione che, peraltro, hanno il loro contraltare nel disvelamento della pietas. L’uomo, nella sua carnalità e nella sua lontananza rispetto agli dei, rimane in una dimensione terrena e finita. Ad accompagnare il pubblico nell’Iliade di Simone Weil, Massimo Cacciari, in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori mercoledì 2 dicembre alle 21.

giovedì 3 dicembre

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 17 | L’estrema d’ogni libertà. Ettore, Polinice e i Sette a Tebe
Il diritto a una degna sepoltura

Con Maurizio Bettini, filologo classico

Qual è l’estrema libertà concessa a un essere umano? Per gli antichi, ma anche per i moderni, è quella di avere un riconoscimento, un ricordo, dopo la morte, e quindi una degna sepoltura. Questa esigenza culturale profonda – definibile anzi come basilare “diritto umano” – sta all’origine di numerosi miti greci fra i più narrati e celebrati. Allo stesso tempo, questa estrema libertà si irraggia anche in altri archetipi dei “diritti umani” più elementari che stanno all’origine della nostra cultura. Giovedì 3 dicembre alle 17 in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori, Maurizio Bettini racconta la libertà

Ore 18:30 | Il demone di ogni uomo
«Tu chi sei?»: la risposta in quattro precetti (più uno)

Con Ivano Dionigi, latinista autore di Segui il tuo demone (Laterza) e Pietro Del Soldà
Obbedire al tempo (parere tempori), seguire il demone (deum sequi), conoscere se stessi (se noscere), non eccedere in nulla (nihil nimis): racchiusi in otto parole latine che sfidano la brevitas di Twitter, questi i quattro punti cardinali attorno a cui ruota tutta la saggezza classica legata a Sofocle e Socrate, Platone e Aristotele, Cicerone e Orazio, Seneca e Agostino e alla quale farà costante riferimento la riflessione letteraria e filosofica della nostra Europa. Quattro precetti che mirano a rispondere alla domanda di Agostino: «Tu chi sei?». La riflessione arriva a oggi e intercetta le domande delle giovani generazioni, chiamate a una missione supplementare e difficile: arrivati in un mondo vecchio fatto su misura per i loro padri, devono ora costruirne uno nuovo per loro stessi e per i loro figli. Torna così attuale l’invito che Max Weber rivolse ai giovani nei giorni che seguirono le macerie della prima guerra mondiale. Alla domanda: «Professore, cosa dobbiamo fare?», il professore non seppe andare oltre questa risposta: «Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita». Con Ivano Dionigi e Pietro Del Soldà  in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori giovedì 3 dicembre alle 18 l’incontro che si addentra nella profondità dei quattro precetti (più uno) a risposta della domanda agostiniana.

Ore 21 | La guerra non ha un volto di donna
Soffrire invano per una nuvola

Reading con Chiara Francini
Testi a cura di Olimpia Imperio, grecista

Una breve selezione dal testo di Svetlana Alecsjevic, premio Nobel per la letteratura del 2015, precede la lettura di passi dalle tragedie di Euripide Elena, Ecuba e Troiane. Protagoniste delle ultime due sono le donne troiane, simbolo dei vinti della storia, testimoni di un eccidio etnico e culturale, colpite pesantemente dalla guerra e dalle sue conseguenze. Ecuba rappresenta il dolore assoluto, senza catarsi, e denuncia nella sua disperata solitudine l’insensatezza della guerra in ogni sua forma, principio disgregante dell’universo. Nelle Troiane prevale una dimensione corale, ma la denuncia della guerra non è meno forte. L’antimilitarismo traspare anche nella rivisitazione del mito di Elena: la guerra di Troia è stata un inutile spargimento di sangue, perché la vera Elena non era in quel luogo. Quando il servo viene a saperlo, dice a Menelao: «Vuoi dire che abbiamo sofferto invano per una nuvola?». In questa domanda è racchiuso uno dei significati più autentici dell’opera: spesso gli obiettivi che si vogliono raggiungere tramite la guerra sono solo pie illusioni; proprio come era un’illusione Elena, che sembrava una donna e invece era solo «un vuoto miraggio». Il reading è con Chiara Francini con i testi a cura di Olimpia Imperio, in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori giovedì 3 dicembre alle 21.

venerdì 4 dicembre

Tutti gli eventi sono online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori

Ore 16 | Torneo di disputa classica | Finale
Antiche lezioni per moderni dilemmi 

Con gli studenti delle scuole superiori
A cura di Elisabetta Berardi, Marcella Gugliemo, Massimo Manca
In collaborazione con Dibattito e cittadinanza – Rete del Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte

Due squadre di studenti delle scuole superiori del Piemonte si sfidano in una competizione oratoria strutturata in termini sportivi. Obiettivo di ciascun gruppo è convincere i giudici della bontà delle proprie ragioni su temi antichi che ci riguardano, ora come allora. Si ringraziano la manifattura Aurora e Officina della Scrittura. Museo del segno e della scrittura.

Ore 16.30 | Metafisica della peste
Quando la natura non basta a spiegare
Con Silvia Bencivelli, divulgatrice scientifica, Giorgio Ficara, critico letterario e Sergio Givone, filosofo 
Modera Eva Tripodi

Peste: il morbo più celebre della storia e metafora letteraria, la cui essenza sta nell’improvviso insorgere del timore del contagio. Focolaio di paura e di sfiducia, la peste è un fenomeno della natura. Ma la natura non basta a spiegarla. La peste scatena sia i meccanismi mentali che fisici del contagio. Omero parlava delle frecce scagliate da Apollo nel campo degli Achei. Per Manzoni la peste riconduce a un disegno divino. Lucrezio ha un’idea opposta e ci spinge a liberarci dalla superstizione che la peste venga dal cielo. La peste ci spinge a interrogarci: Perché siamo al mondo? Perché dobbiamo morire, specie se la morte può arrivare nelle forme di una catastrofica malattia che uccide, o che può lasciare le sue vittime vive, ma nude e prive di qualsiasi parvenza di umanità? Silvia Bencivelli, Giorgio Ficara e Sergio Givone sono in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori venerdì 4 dicembre alle 16.30 per parlare della dimensione metafisica della peste.

Ore 18.30 | Scenari del futuro: Trappola di Tucidide o “mondo armonico” di Zhao Thingyang?
Visioni di politica internazionale

Con Anna Caffarena, docente di Relazioni internazionali Università di Torino e presidente del Torino World Affairs Institute, Lucio Caracciolo, politologo, economista e direttore di “Limes, rivista italiana di geopolitica” e Sandro Orlando, giornalista e scrittoreIntroduzione e conclusioni di Luciano Canfora, filologo classico e storico

Da quando Bethmann-Hollweg, cancelliere dell’Impero tedesco, definì la guerra sottomarina generalizzata (scatenata dall’Alto Comando d’accordo con Guglielmo II) «la nostra spedizione in Sicilia», è usuale leggere le guerre moderne e le loro dinamiche (remote, occulte ed esplicite) con le categorie ricavabili dalla storia tucididea del conflitto spartano-ateniese. L’adozione di tale modello torna attuale a ogni grande conflitto. Oggi, almeno dalla metà di questo decennio, esso imperversa in USA di fronte alla preoccupante prospettiva – da alcuni ritenuta inevitabile – di uno scontro tra il declinante impero americano e la Cina post-«denghista». Cosa che ci riguarda tutti. Il successo dell’immagine della Trappola di Tucidide per rendere il confronto che coinvolge Stati Uniti e Cina interroga chi studia la politica internazionale. La filosofia del cinese Zhao Tinggyan attinge a un altro modello culturale per sfuggire alla Trappola di Tucidide. Quale scenario si affermerà nella geopolitica mondiale? Anna Caffarena, Lucio Caracciolo e Luciano Canfora mostrano le dinamiche e le sfaccettature della politica internazionale in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettori venerdì 4 dicembre alle 18.30.

Ore 21 | Greek to me. L’universo mitologico femminile
Dalla glaucopide Athena in poi

Con Mary Norris

Gloriosa dea dagli occhi chiari come la civetta, Omero descrive Athena come ingegnosa dal cuore flessibile, vergine casta, intrepida signora dell’acropoli. Indipendente, la Pallade Atena, nata già adulta dalla testa di Zeus, sfodera l’esercizio del pensiero e, da sola, decide e agisce. Dea amata e temuta, protagonista assoluta della mitologia greca, è una delle prime rappresentazioni del femminismo occidentale. La Comma Queen del New Yorker, Mary Norris, è in streaming su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook del Circolo dei lettorivenerdì 4 dicembre alle 21 e parte proprio da lei per guidarci in un viaggio nel mito antico alla ricerca di figure che possano insegnarci qualcosa sul presente.

circololettori.it

Festivaldelclassico.it

Presieduto da Luciano Canfora e curato da Ugo Cardinale, il Festival del Classico è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori realizzato con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT. Con il patrocinio di Città di Torino. In collaborazione con Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Partner Gruppo Lavazza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *