Fino al 3 ottobre al Teatro Colosseo di Torino è in scena “NON PIANGO” di Luciano Melchionna con Alessandra Muccioli e Mattia Fiorentini

NON PIANGO

di Luciano Melchionna

con Alessandra Muccioli e Mattia Fiorentini


costumi Milla

musiche Marco Guazzone

assistente alla regia Bianca Fenizia

regia Luciano Melchionna
 

produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Teatro Colosseo di Torino
 

23 – 26 settembre | 30 settembre – 3 ottobre

ore 19

TEATRO COLOSSEO
via Madama Cristina 71 – Torino

Ingresso allo spettacolo e alla mostra: intero euro 23,00 – ridotto arco card euro 18,50 – ragazzi under 24 euro 17,50 

Street Art e teatro si fondono in un unico progetto sul palco del Teatro Colosseo. Per tre fine settimana il regista Luciano Melchionna – che in Via Madama Cristina ha già portato il suo teatro eterodosso e visionario con Dignità autonome di prostituzione Spoglia-toy – propone proprio fra le 150 opere della mostra Street Art in Blu3 uno spettacolo originale nato per integrarsi e farsi contaminare dalla più contemporanea e trasversale delle arti visive.

Non piango è un passo a due in parole e gesti: una donna e un giovane si raccontano in un incalzante scambio di confidenze, esperienze, frustrazioni e speranze. Lei è una ‘giovincella’ folle, spensierata e colorata, dietro un velo di rughe, lui un ‘vecchio signore’ dalle fattezze di un ragazzino. Insieme compiono un toccante viaggio nelle profondità nell’animo umano.

“In questo tempo ancora incerto abbiamo pensato di riconquistare il palcoscenico del teatro, ancora vivacemente occupato dalla street art, con la grazia di un racconto inedito che si integra con le opere della mostra – dichiara la direttrice del Teatro Colosseo Claudia Spoto – Piano piano ci riappropriamo della nostra vocazione originaria, andiamo incontro al pubblico e lasciamo che l’energia dello spettacolo soffi via la polvere e le paure di tanti mesi di chiusura.”

Luciano Melchionna – foto di Federica Di Benedetto

Note di regia
di Luciano Melchionna

In un luogo apparentemente indefinito, onirico, una donna avanti con gli anni, a un passo dal ‘tramonto’ – almeno nella sua testa così come nell’immaginario collettivo – passeggia su quel famoso ‘viale’, in compagnia di un giovanissimo amico.
I due ridono come adolescenti, si raccontano esperienze, si confrontano su frustrazioni e speranze, sull’amore per gli uomini – che li accomuna – e i suoi deludenti derivati, si regalano sincerità inedite e pensieri complici, si stupiscono della loro amicizia profonda.
Nonostante la distanza generazionale: lui è un ‘vecchio signore’ dalle fattezze di un ragazzino; lei una ‘giovincella’ folle, spensierata e colorata, dietro un velo di rughe.
Vicini vicini, si incalzano e si abbracciano, cercando di non ‘scivolare via’ prima del tempo, si danno forza e si spronano, sdrucciolando sui luoghi comuni e sul comune pensiero che di comune ha pochissimo, specie per chi cerca continuamente un altro punto di vista che allarghi l’orizzonte.
Due amici ‘da sempre’ o ‘al primo incontro’ – che differenza fa quando si tratta di anime? – in viaggio verso una stessa meta…
E non importa il vantaggio o lo svantaggio della partenza, non importa chi arriva per primo o per ultimo, non c’è gara e non si vince altro che l’amore, motore del mondo, qui e ora, tanto ‘la fine viaggia con noi, è la scadenza la vera sorpresa’. E dunque ‘no, non piango, è inutile’.

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