I LEGNANESI arrivano al Teatro Colosseo di Torino dall’8 al 10 aprile 2022 con lo spettacolo “Non ci resta che ridere”, un viaggio nel tempo per ridere insieme

I LEGNANESI

presentano

ANTONIO PROVASIO, ENRICO DALCERI, LORENZO CORDARA

in

NON CI RESTA CHE RIDERE

Con Giordano Fenocchio, Fabrizio Rossi, Giovanni Mercuri, Maicol Trotta, Franco Cattaneo, Francesco Pellicini, Mauro Quercia, Valerio Rondena, Danilo Parini, Maurizio Albè

Testi Antonio Provasio, Mitia Del Brocco

Scenografie e Costumi Enrico Dalceri

Musiche Enrico Dalceri, Arnaldo Ciato

Coreografie Valentina Bordi – Direttore Artistico Sandra Musazzi

Direttore di Produzione Enrico Barlocco – Una produzione Chi.Te.Ma.

Regia ANTONIO PROVASIO

I LEGNANESI: UN VIAGGIO NEL TEMPO PER RIDERE INSIEME

Passato e presente, tradizione e attualità: c’è tutto il mondo de I Legnanesi nello spettacolo “Non ci resta che ridere”, con cui tornano in scena nella stagione 2021/2022 dopo lo stop forzato a causa della pandemia Covid-19 a partire da febbraio 2020, nel pieno di un lungo tour.

Si inizia con Mabilia (Enrico Dalceri), chic più che mai – come si conviene a un viaggio a Parigi – che ammira la Gioconda insieme a mamma Teresa (Antonio Provasio) e papà Giovanni Colombo (Lorenzo Cordara), che sfoggiano gilet gialli catarinfrangenti nelle sale del Louvre, mentre fuori i manifestanti fanno dei loro gilet gialli il simbolo della protesta, inseguiti dai gendarmi (Giordano Fenocchio e Fabrizio Rossi).

Con un omaggio a Leonardo da Vinci, la Monnalisa è al centro della loro attenzione: il capolavoro deve tornare in Italia e Teresa, incurante dell’esistenza di un sortilegio legato al furto del celebre quadro, spinge il marito Giovanni a compiere il misfatto. Il tempo di un gioco di luci, ed ecco la famiglia Colombo catapultata nel 1504, anno di realizzazione dell’opera. Tra un austero Leonardo (Giovanni Mercuri) e un intraprendente Gian Giacomo Caprotti detto il Salai (Maicol Trotta), l’imperturbabile e poco avvenente Monna Lisa (Franco Cattaneo) l’arrivo di Michelangelo (Francesco Pellicini) e di un poco statuario David (Mauro Quercia), ecco che prende il via la solita girandola di battute, malintesi, risate, ritmi incalzanti, omaggi al genio italico, sapientemente mescolati da Provasio, che firma i testi insieme a Mitia Del Brocco.

Il viaggio nel tempo, prima di proseguire nel secondo atto, si prende una pausa per il mirabolante quadro di rivista dedicato a Parigi, con la Tour Eiffel che fa da sfondo scintillante alle coreografie dei boys (guidati dalla coreografa Valentina Bordi) e all’ingresso trionfale di Mabilia, come sempre diva tra le dive, splendida in un abito da favola nel Gran Can Can de I Legnanesi.

Il secondo tempo si apre con il celeberrimo brano del 1940 “Mamma”, portato al successo da Beniamino Gigli e Claudio Villa, in un quadro musicale che allo stesso tempo commuove e lascia senza fiato per la cura di scenografie e costumi, ormai cifra inconfondibile de I Legnanesi. Siamo nel 1918, i bombardamenti lambiscono il cortile, ora adibito a ospedale da campo: Teresa, in veste di infermiera, ha in mente qualcosa per provare a cambiare il corso del futuro… ed ecco che per la prima volta scopriremo qualcosa di più degli amatissimi personaggi del cortile lombardo, con un viaggio nel tempo molto reale che racconta le storie dei “nonni” di Mabilia (Valerio Rondena e Danilo Parini) e della Carmela (Maurizio Albè in versione maschile, con gli stessi tratti inconfondibili della “nipote”).

Per l’Italia la guerra è finita… per Teresa comincia adesso! Ma le basterà poco per rendersi conto che ha già nostalgia della sua vita di tutti i giorni, e del suo Giovanni. Ci vuole il tradizionale siparietto finale, con la razionalità e il giudizio della Mabilia, per accendere ancora una volta, grazie ai Colombo, i riflettori sui valori della famiglia, della necessità di parlare e non lasciarsi isolare dalla tecnologia, per imparare a volersi bene davvero. Oltre due ore di spettacolo, che preludono al sempre emozionante gran finale in smoking, per ricordare che, nonostante i problemi e le difficoltà della vita, “non ci resta che ridere!”: un messaggio che caratterizza sempre la comicità dei Legnanesi, e che acquista ancora più significato nel così tanto desiderato ritorno sul palcoscenico per ritrovare il meraviglioso pubblico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.