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Dal 28 febbraio al 5 marzo 2023 al Teatro Cometa Off di Roma sarà in scena Giada Prandi con “Anna Cappelli”

Da martedì 28 febbraio a domenica 5 marzo 2023

Presso il Teatro Cometa OFF, in Via Luca della Robbia, 47 – Roma

Anna Cappelli

Tragicommedia di Annibale Ruccello

Storia di un’impiegata nella Latina degli Anni ‘60

con

Giada Prandi

regia Renato Chiocca

scene Massimo Palumbo -costumi Anna Coluccia – luci Gianluca Cappelletti – musiche originali Stefano Switala

«Tonino… Tonino… da che parte posso cominciare? Dal cervello, eh? Anche perché quello credo che non è mai stato mio, altrimenti non avresti potuto nascondermi tutti i tuoi progetti.

Ah, cominciamo dal cuore? Dal cuore, dici? …Ma chissà dove abitano i sentimenti!»

Dopo il successo dell’anteprima estiva presso la rassegna I Solisti del Teatro a Roma, torna in scena nella capitale, da martedì 28 febbraio a domenica 5 marzo 2023 al teatro Cometa OFF il classico moderno ANNA CAPPELLI firmato dalla grande penna di Annibale Ruccello in nuovo allestimento astratto e carnale interpretato dall’attrice Giada Prandi e diretto da Renato Chiocca.

Quella di Anna Cappelli è la storia di un’impiegata nella Latina degli Anni ’60, descritta in un monologo tragicomico – in passato già assolo per grandi attrici come Anna Marchesini e Maria Paiato. Sentimenti, paure, fragilità, controllo, possesso, emancipazione e condizionamenti della società: sono questi gli ingredienti primari della pièce.

In bilico tra le asfissianti convenzioni borghesi dell’Italia del boom e la ricerca ossessiva di una casa e di un amore tutto suo, Anna affida ad un uomo le sue aspettative per un futuro migliore, ma dovrà fare i conti con una realtà che non corrisponde ai suoi desideri e ai suoi ideali. Tra commedia e tragedia, Anna – e insieme a lei il pubblico – verranno risucchiati in un vortice di emozioni forti, grazie alla regia diRenato Chiocca, le scene di Massimo Palumbo,i costumi di Anna Coluccia e le luci di Gianluca Cappelletti ele musiche originali di Stefano Switala.

SINOSSI

Anna è una giovane donna che negli anni ’60 si trasferisce da Orvieto a Latina, dopo aver ottenuto un posto di lavoro come impiegata comunale. Lontana da casa e dalla sua famiglia (alla quale sembra essere ancora molto legata), la sua vita procede monotona nella noiosa quotidianità della vita di provincia, fra la polvere e le scartoffie degli uffici del comune e la convivenza con l’asfissiante signora Rosa Tavernini e i suoi «puzzolentissimi gatti». La svolta sembra finalmente arrivare grazie all’incontro con il ragioniere Tonino Scarpa, un abbiente scapolo che vive solo nella sua casa con dodici stanze e tanto di cameriera, il quale dopo pochi mesi le propone di andare a vivere con lui, ma senza sposarsi. Anna accetta riluttante “l’inconsueta” proposta fra i pettegolezzi delle colleghe bigotte e il disappunto della signora Tavernini. La relazione fra i due non va come sperato e, in un crescendo delirante e tragicomico, Anna verrà trascinata dalle sue fragilità in una spirale di paura, paranoia e possessività che la porterà a commettere un gesto estremo e inaspettato, ma che per lei rappresenta il più grande “atto d’amore” possibile. Anna è una donna in lotta con il suo passato e i suoi demoni. Una vittima del suo tempo, della condizione della donna negli anni ’60; vittima di una società e di una morale che rifiuta, ma che non ha la forza di combattere e da cui noi riesce a emanciparsi.

NOTE DI REGIA

“Un testo, un’attrice e il teatro come spazio della mente. Ho sempre considerato questo testo di Ruccello un piccolo capolavoro contemporaneo per sintesi, poesia e complessità, e quando finalmente Giada Prandi ha accettato la mia proposta di interpretarlo, la nostra Anna Cappelli ha cominciato a vivere, rivelandosi immediatamente per la sua universalità, fuori dal tempo. Anna vive nell’Italia del boom, ma è vittima di un’implosione che la porta alla disperazione. Come molti di noi, oggi sovraesposti agli stimoli dei social network, della pubblicità e di modelli di vita esterni al nostro reale quotidiano, Anna ha una sovraesposizione mentale ed emotiva che contrasta con le sue capacità di elaborazione. È un’impiegata; la sua estrazione la costringe a emigrare per lavoro, e dalla tradizionale Orvieto si muove a Latina, una città nuova (la nostra città, di Giada Prandi e mia), fondata dal fascismo e priva di radici identitarie. Anna condivide quindi con molti di noi uno stato d’animo di sradicamento. Si muove per lavoro con aspettative e desideri che non riuscirà a concretizzare e che faranno emergere in lei il suo lato più oscuro. Si attacca all’amore, ma sprofonderà nell’abisso. Nel nostro allestimento abbiamo cercato di entrare nella testa di Anna per raccontarla in tutte le sue sfumature, nei suoi pensieri e nelle sue emozioni, stilizzandola ma andando oltre la maschera, mantenendo il palco come la scatola vuota che lei stessa vuole creare, teatro di un viaggio empatico e straniante nell’animo umano, che parte commedia e finisce in tragedia”.

Teatro Cometa OFF

Via Luca della Robbia, 47 – Roma

Biglietti: int. 15.00 € + 2.50 € tessera – rid. 12.50 € + 2.50 € tessera

Tel. 06577284637

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BIOGRAFIE

Annibale Ruccello, scomparso a soli trent’anni, nel 1986, è oggi più che mai un autore di culto dalla voce lirica e beffarda, espressiva di una generazione ansiosa di ricreare un teatro nuovo e dentro la realtà, ma capace anche di ridere nella tragedia. Arrivato alla scena dalla scuola di Roberto De Simone, rappresenta accanto a Enzo Moscato e Manlio Santanelli la punta di diamante della “nuova drammaturgia napoletana”, e da regista e attore dei suoi testi racconta la deriva della nostra società attraverso una scrittura – “un musicale scassato, minimale”, come lui stesso la definisce – che oscilla tra la verità del dialetto e la parodia dell’italiano televisivo, intrecciando echi storici col quotidiano, quando non riscrive pezzi di repertorio in feroci adattamenti. Un teatro di solitudini indagate con lucido sguardo da antropologo, di inquietudini sospese in un limbo onirico ai bordi della follia, di personaggi sradicati dalla loro cultura originaria e, quindi, dalla loro consistenza collettiva.

Giada Prandi si diploma nel 1999 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Si perfeziona studiando con vari maestri della scena contemporanea, quali: Leo De Berardinis, Nicolaj Karpov, Augusti Humet. Nel suo percorso teatrale, che spazia dal comico al drammatico, lavora con Simone Carella, Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, Roberto Guicciardini, Luciano Damiani, Luciano Melchionna, Gabriele Pignotta, Juan Diego Puerta Lopez, Giles Smith e molti altri. Per il cinema e la televisione lavora con diversi registi, tra i quali: Pupi Avati, Gianluca Maria Tavarelli, Michele Placido, Lodovico Gasparini, Gianfranco Albano.

Renato Chiocca è regista e sceneggiatore, lavora per il cinema, il teatro e la televisione. Ha diretto, tra gli altri, Processo per stupro (2018) una produzione Teatro Eliseo dal documentario di Maria Grazia Belmonti, Anna Carini, Rony Daopoulo, Paola De Martiis, Annabella Miscuglio e Loredana Rotondo, con Clara Galante, Enzo Provenzano, Tullio Sorrentino, Francesco Lande e Simona Muzzi, di cui ha curato anche l’adattamento teatrale pubblicato in Atti daccusa. Testi teatrali e interviste sulla rappresentazione della violenza contro le donne (Aracne Editrice, 2021).

Stefano Switala è un musicista e compositore di colonne sonore per cinema TV e teatro con una formazione e percorso artistico di respiro internazionale. Negli anni ha composto assiduamente musiche originali per decine di film e documentari collaborando con alcune delle più importanti produzioni italiane. Tra i suoi lavori per il cinema: “Toilet”, “Otzi e il mistero del tempo” vincitore del Giffoni film festival, “Sconnessi”, “Ti sposo ma non troppo” commedia romantica con record d’ascolti TV, il film d’animazione “Winx: Il mistero degli abissi” distribuito in oltre 190 paesi. Ha inoltre composto decine di sigle per programmi Rai (Europei di calcio 2008, Linea Verde, La vita in diretta), spot istituzionali/ministeriali e campagne pubblicitarie nazionali e internazionali. www.stefanoswitala.com 

Massimo Palumbo architetto, artista. Interessato alle dinamiche incontro-scontro tradizione e innovazione, da attenzione alla partecipazione, alla progettazione di nuove ipotesi di sviluppo per tutelare la diversità delle comunità locali. Nel 2012 è vincitore con “Hangar 3.0” del Concorso Nazionale di idee per la riqualificazione di Piazza del Popolo a Latina. È presente con “Vivi. Opere di Massimo Palumbo”, mostra a cura di Cristina Costanzo. Del 2016 “Un unico viaggio. Massimo Palumbo_Arte e Architettura (1970-2015)” a cura di Teresa Lucia Cicciarella a Barcellona presso il Reial Cercle Artistic. Nel 2017 NIHIL_NADA opere di Massimo Palumbo a cura di Joan Abellò Juanpere presso il Circulo de Bellas Artes a Madrid. Del 2019 “Autoritratto” a cura di Maria Arcidiacono ed Elena Donati progetto Macroasilo MACRO Roma. Nei primi di ottobre del 2020, la Giuria dell’IN/ARCH l’Istituto Nazionale d’Architettura, all’unanimità attribuisce il Premio BRUNO ZEVI 2020 per la Comunicazione Architettonica al: MAACK, Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte.

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