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I Sonics hanno riaperto la loro sede di Rosta (TO)

Gli Acrobati italiani Sonics dal 4 maggio hanno riaperto la loro sede di Rosta, vicino a Torino, per gli allenamenti individuali.

Per loro è iniziata la fase 2: li attendono settimane ricche di sfide, dove saranno come corridori ad una nuova linea di partenza.

VIDEO “LE MERAVIGLIE CI SALVERANNO”

Ecco il video, pubblicato sui canali social FACEBOOK E INSTAGRAM, in cui i Sonics augurano a tutti gli artisti italiani una veloce e felice ripartenza, con l’augurio a tutti i colleghi, di poter ritornare presto a generare Meraviglia con i loro spettacoli.

Dalla sua pubblicazione, avvenuta sabato, il video ha già avuto

35.000 VISUALIZZAZIONI SU FACEBOOK

10.500 VISUALIZZAZIONI SU INSTAGRAM

I Sonics sono una compagnia italiana di acrobati, danzatori e atleti, nata e operante a Torino.

Dal 2001, anno della loro nascita, con i loro spettacoli (7 produzioni all’attivo) si sono esibiti in tutto il mondo (4 continenti, oltre 1 milione di spettatori).

A Febbraio 2020, con l’arrivo della pandemia da Covid 19 che ha portato alla chiusura di Teatri e lo stop ad ogni tipo di manifestazione, si sono trovati improvvisamente nella condizione di non potersi esibire: tutte le date del tour teatrale sono state sospese mentre le date estive e i nuovi progetti per gli eventi corporate sono stati al momento “congelati”.

Il loro “quartiere generale”, un grande capannone di 800 mq con sede a Rosta, alle porte di Torino, per la sicurezza degli artisti ha chiuso le porte al Covid 19 già dal 25 febbraio.

Nonostante questa situazione improvvisa e difficile e nonostante le incertezze che il momento storico ha determinato, i Sonics in questi due mesi di lockdown e di stop ad allenamenti e spettacoli, hanno lavorato, in squadra e dalle proprie case, per farsi trovare pronti alla fase 2 e per ripensare un modo nuovo di fare spettacolo dal vivo.

La situazione di emergenza che li ha travolti, non li ha còlti impreparati.

Innanzi tutto l’azienda, che conta attualmente 8 artisti + 3 persone dell’ufficio booking impiegati in modo stabile e assunti con contratti a tempo indeterminato e determinato, ha potuto usufruire della cassa integrazione prevista dai decreti governativi.

“Questa è la dimostrazione che la scelta di una compagnia stabile, pur essendo molto costosa, alla fine ripaga”, dice Alessandro Pietrolini.

Sul fronte della sicurezza i Sonics, da sempre attenti alle leggi della sicurezza per la particolare natura del loro lavoro, importante sia come tutela dei propri artisti sia come garanzia per i loro clienti (Enti locali e aziende), con l’emergenza sanitaria in corso hanno adottato un nuovo protocollo sanitario.

“Siamo abituati a lavorare e a confrontarci con regole e protocolli di sicurezza anche molto più complicati, visto che lavoriamo appesi a decine di metri di altezza” dichiara Alessandro Pietrolini.

L’azienda ha lavorato per riadattare gli spazi del capannone ai nuovi standard di sicurezza ed ha elaborato un protocollo sanitario con le relative procedure approvato dal medico del lavoro, che ha autorizzato la riapertura del capannone e la ripresa degli allenamenti individuali già da lunedì 4 maggio. A brevissimo e a turni tutti gli artisti verranno sottoposti (a spese della compagnia) a test sierologici e a tamponi.

Dal 18 maggio, con la ripresa degli allenamenti di squadra, i Sonics potranno finalmente mettere in pratica le nuove idee elaborate nei 2 mesi di lockdown.

A livello artistico, la compagnia sta ripensando gli spettacoli di repertorio per renderli più snelli, di modo da permettere tempi record di montaggio e smontaggio, con la possibilità di ripeterli anche in momenti diversi della giornata o serata. Si prediligeranno performance con 1 acrobata in scena o con più acrobati ma distanziati, esaltando così la componente armonica e simmetrica dei corpi in movimento. Si stanno inoltre sperimendando nuove visuali, con una fruizione a 360°, anche dall’alto (per esempio dai balconi) e con pubblico distanziato. “Lo spettacolo è vita, perciò deve prendere spunto dalla vita, dal presente, e deve essere dal vivo, non possiamo accettare un futuro digitale per le performance live. I video, il grande e piccolo schermo sono importantissimi, per pubblicizzarci e per esistere, ma devono essere il mezzo, non il fine” queste le considerazioni finali di Alessandro Pietrolini.

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