Giovedì 28 maggio quarto giorno di INTERPLAY 20/20 Festival Internazionale di Danza Contemporanea

Ancora protagonista della settimana la ventesima edizione di Interplay, il festival della giovane danza contemporanea internazionale che quest’anno si presenta, almeno per la prima parte del programma, in versione #digital sui canali Facebook (https://www.facebook.com/mosaico.danza/),  Instagram (instagram.com/mosaicodanza),Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCLHJXy6On3aKIgrCA-iYLgg) così come sul sito www.mosaicodanza.it.
 
A partire dalle 21 Claudia Allasia intervista Enzo Cosimi, che con la sua compagnia propone dal Teatro Astra di Torino, dalle 21.30 l’imperdibile Sopra di me il diluvio. A seguire lo spettacolo Young Blood dello spagnolo Arnau Perez.

ore 21.30
SOPRA DI ME IL DILUVIO (40’) 
COMPAGNIA ENZO COSIMI
Regia, coreografia, scene, costumi Enzo Cosimi, Collaborazione alla coreografia Paola Lattanzi, con Paola Lattanzi. Video Stefano Galanti, Musiche Chris Watson, Petro Loa, Jon Wheeler, Fruste sciamaniche Cristian Dorigatti, Disegno luci Gianni Staropoli, Organizzazione Anita Bartolini, Cura del progetto artistico Maria Paola Zedda, Produzione Compagnia Enzo Cosimi e MIBACT, in collaborazione con Biennale di Venezia 2014, con il sostegno per le residenze di: Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Arteven, Milano Teatro, Scuola Paolo Grassi, Abruzzo Circuito Spettacolo

Premio Danza&Danza 2014 come Migliore Produzione Italiana dell’Anno

Premio Tersicore 2015 a Paola Lattanzi come Migliore interprete contemporaneo

PRIMA REGIONALE

Arriva in digitale e in prima regionale a Interplay 20/20 il riuscitissimo spettacolo di Enzo Cosimi, interpretato in modo impeccabile da Paola Lattanzi, attualissimo per il focus sul rapporto, e la costante sfida, fra uomo e natura. Una scrittura di danza scarna, ossuta, un campo percettivo vuoto in cui si vive in uno stato irreale, visionario. Partiture di gesti, movimenti, in apparenza semplici ma che riportano alla complessità del lavoro sulla ‘presenza’, sull’atto performativo, sulla percezione del sistema nervoso a discapito di quello muscolare. Amplificare in scrittura coreografica fenomeni naturali che tendiamo a considerare scontati e renderli visivamente come campi che sconfinano verso una spiritualità laica, una metafisica del corpo, un pellegrinaggio di meditazione.

Una scrittura di danza scarna, ossuta, un campo percettivo vuoto in cui si vive in uno stato irreale, visionario. Partiture di gesti, movimenti, in apparenza semplici ma che riportano alla complessità del lavoro sulla ‘presenza’, sull’atto performativo, sulla percezione del sistema nervoso a discapito di quello muscolare. Amplificare in scrittura coreografica fenomeni naturali che tendiamo a considerare scontati e renderli visivamente come campi che sconfinano verso una spiritualità laica, una metafisica del corpo, un pellegrinaggio di meditazione.

Dopo la creazione Welcome to my world, dedicato all’idea della fine del mondo, del verificarsi di una nuova Apocalisse, Enzo Cosimi prende ispirazione dal rapporto doloroso dell’Uomo con la Natura nella società contemporanea e dichiara a proposito di questa creazione “Ripensare l’opera come un luogo di magia e di perdita di certezze. Dare spazio a un’arte della coreografia che contenga una componente tecnica rigorosa, sperimentale, attraverso la quale indirizzare una riflessione sul mondo in cui viviamo. Esaurito il paradigma della postmodernità, si ipotizza l’apparire di un Nuovo Uomo che si affaccia a un paesaggio arcaico, tribale di cui il continente africano rappresenta l’emblema. Un’Africa urlata, violata, che, nonostante i massacri senza fine a cui è sottoposta da sempre, riesce a restituirci una visione di speranza”. (Enzo Cosimi)

In Sopra di me il diluvio, spettacolo da non perderela danzatrice si trasfigura in una forza primigenia in perfetta simbiosi con la musica, le luci e gli effetti.

Enzo Cosimi è tra gli artisti più autorevoli della coreografia contemporanea italiana. Coreografo ospite del Teatro Alla Scala di Milano e del Teatro Comunale di Firenze, firma nel tempo con la suacompagnia produzioni per i più prestigiosi festival e teatri internazionali, girando 4 continenti e collaborando con artisti dell’eccellenza italiana e internazionale. Nel 2006 firma la regia e la coreografia della Cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, protagonista l’étoile Roberto Bolle e 250 interpreti. Nella sua carriera mette a segno con la sua compagnia circa 50 produzioni, tra cui Sopra di me il diluvio, presentato alla Biennale di Venezia nel 2014 che ottiene il Premio Danza&Danza 2014 come Migliore Produzione Italiana dell’Anno e il Premio Tersicore 2015 a Paola Lattanzi come Migliore interprete contemporaneo.

Le sue creazioni artistiche vedono, nel tempo, collaborazioni importanti, tra cui Fabrizio Plessi, Luigi Veronesi, Miuccia Prada, Daniela Dal Cin, Aldo Busi, Stefano Galanti, Aldo Tilocca, Richie Hawtin. Nel 2012 riallestisce, per il progetto RIC.CI ideato da Marinella Guatterini, il suo primo spettacolo Calore. Negli ultimi anni realizza le due trilogie: Sulle passioni dell’anima che affronta i temi della paura collettiva, del desiderio e del dolore; Ode alla bellezza, 3 creazioni sulla diversità, pensata per spazi non teatrali e performer non professionisti, che indaga la realtà delle persone senza fissa dimora, dell’omosessualità anziana, della transessualità, definito da Artribune uno dei migliori dieci lavori del 2018. Cosimi vince il premio nazionale della critica ANCT 2018.

Paola Lattanzi: performer, coreografa, laureata alla Amsterdam University of the Arts in coreografia (SNDO). Dal 2002 collabora con la Compagnia Enzo Cosimi, nel 2014 l’assolo Sopra di me il diluvio, presentato alla Biennale Danza di Venezia, vince il premio Danza & Danza come miglior spettacolo italiano. Nel 2015 vince il premio Tersicore come migliore interprete contemporanea. Dal 2014 è docente di improvvisazione, tecnica e composizione presso la Scuola Civica Paolo Grassi. Dal 2019 collabora con l’artista Marinella Senatore, nello stesso anno debutta al festival Exister (Milano) il suo assolo Crying out loud.

YOUNG BLOOD (13’) 
ARNAU PEREz (ES)

Coreografia Arnau Pérez, Danzatori Paula Montoya, Adrián Manzano, Arnau Pérez, Disegno luci Álvaro Estrada, Musiche Borja Rodríguez, Supportato da Masdanza, Certamen coreoógrafico de Madrid, Centro de Danza Canal, Ajuntament de Blanes

Primo premio come miglior coreografia al 24° Masdanza di Gran Canaria (Spagna)

Audience award al 32° Certamen Coreografico di Madrid (Spagna)

PRIMA NAZIONALE

Cosa significa essere giovani? Young Blood rappresenta tutti quei giovani, quella generazione dotata di energia, creatività e coinvolgimento per sviluppare nuovi percorsi, a cui però la società non consente di prosperare. Osserviamo continuamente nuove correnti, tendenze, nuovi discorsi dei “Young Blood” che sono sempre più in linea con il mondo in cui viviamo… Perché non hanno potere? Questa performance racconta la rivendicazione della propria posizione e dimostrare cosa vuol dire essere i giovani e appartenere alle nuove generazioni che cambieranno il pianeta. Young Blood è stato premiato come miglior coreografia alla 24° edizione del Masdanza, ha vinto il Premio della Giuria al 32° Contest Coreografico di Madrid, ha dato la possibilità al coreografo Arnau Perez di viaggiare oltreoceano e presentare un lavoro site specific a Washington DC e di partecipare al Programma Coreografico di Residenza dell’American Dance Festival.

Siamo la nuova generazione di giovanissimi che con energia, creatività e impegno cerca di costruire nuove direzioni e nuovi sentieri da seguire, ma viene buttata giù dall’umore negativo della società in cui viviamo. Ognuno di noi ha molto da dire e da rivendicare in ogni luogo e in ogni ambiente. Tu ci stai guardando. Noi siamo pronti… e tu?”.

Arnau Perez, è un artista nato a Blanes in Spagna, laureato in Danza Contemporanea al Conservatorio Superior de Danza di Madrid. Come coreografo, i suoi pezzi sono stati messi in scena in tutto il mondo, dall’Europa Mediterranea all’America Centrale. Ha lavorato come coreografo per il Jove Ballet de Catalunya (Barcellona), Laboratorio 180 (Madrid) e Company E (Washington DC). Il suo lavoro si caratterizza per il dinamismo in relazione al suo background urbano, che gli permette di portare in scena differenti abilità e movimenti quasi in contrasto tra loro. Nelle sue creazioni Perez enfatizza l’uso globale dello spazio insieme a una composizione meticolosa. Come danzatore ha lavorato con Instituto Stocos, Marcat dance and Elías Aguirre dance Company, i Sharon Fridman, Guido Sarli, Victoria P. Miranda, Fernando Magadanb e molti altri.

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