INTERPLAY/21 | dal 19 maggio un’anteprima e quattro prime nazionali per inaugurare da 21° edizione

I N T E R P L A Y  2 1
Festival Internazionale di Danza Contemporanea

MERCOLEDì 19 MAGGIO
CASA DEL TEATRO RAGAZZI E GIOVANI
ORE 19:30 SOME OTHER PLACE > SARA SGUOTTI (IT) – ANTEPRIMA
ORE 20:10 GRACES > SILVIA GRIBAUDI – ZEBRA (IT)

GIOVEDì 20 MAGGIO
LAVANDERIA A VAPORE
In collaborazione con Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo
ORE 19:30 > CHIARA BERSANI e GOSIA TURZENIECKA – PRIMA NAZIONALE
ORE 20:00 IL CANTO DELLE BALENE > CHIARA BERSANI (IT) – PRIMA NAZIONALE
Per assistere allo spettacolo è necessario arrivare in anticipo, muniti di cuffiette auricolari e smartphone

VENERDì 21 MAGGIO
CASA DEL TEATRO RAGAZZI E GIOVANI
ORE 20:00 ARA! ARA! > GINEVRA PANZETTI / ENRICO TICCONI (IT/DE) – PRIMA NAZIONALE
ORE 21:00 PEZ ESFINGE > CHEY JURADO & ELIAS AGUIRRE (ESP) – PRIMA NAZIONALE
 
Direzione artistica Natalìa Casorati
a cura dell’Associazione Culturale Mosaico Danza

Inaugura mercoledì 19 maggio, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, la 21° edizione di INTERPLAY FESTIVAL e propone nella prima settimana tre ricchissimi giorni, in presenza e in streaming, con un’anteprima e quattro prime nazionali.

L’intenso programma inaugura il 19 maggio alle 19.30 alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani di Torinocon l’anteprima della nuova creazione di Sara Sguotti, interprete apprezzata negli spettacoli di danza con Virgilio Sieni, Anton Lachky, Roberto Magro, Cristina Rizzo e Simona Bertozzi nel 2019 ha aperto una ricerca sulla tematica del “rapporto con il pubblico” con un assolo intitolato Some Other Place.

MERCOLEDì 19 MAGGIO – CASA DEL TEATRO h 19.30

Sara Sguotti – Some Other Place (foto Enzo Rapezzi)

SOME OTHER PLACE > 30’
SARA SGUOTTI (IT)
Lo spettacolo sarà visionabile in streaming dalla sala virtuale del Festival*
Di e con: Sara Sguotti
Musica live: Spartaco Cortesi
Consulenza e assistenza drammaturgica e coreografica: Elena Giannotti
Creative producer: Marco Burchini
Produzione: Company Blu
Coproduzione: INTERPLAY FESTIVAL
Con il supporto di: Armunia/Festival InEquilibrio, Atelier delle arti, Cango
ANTEPRIMA

“Secondo l’epistemologia del “corpo aperto” il corpo è ridefinito e costantemente modificato dai suoi usi sociali e dalla sua relazione col linguaggio e la tecnologia.” – P.B. Preciado

SOME OTHER PLACE. Questa nuova creazione coreografica cerca di individuare le forme della relazione tra la performer e l’ambiente, provando a condurre lo spettatore in un viaggio dentro la densità del fuori e in un altrove percettivo.
Un corpo, un’identità fluida si posiziona in uno spazio in continuo cambiamento, immaginando un qualche altro luogo, grazie anche alla musica dal vivo di Spartaco Cortesi. Il dispositivo coreografico crea un movimento disorganizzato lontano ma presente e sposta l’attenzione verso un altro dove. La performer offre uno sguardo che cerca di coinvolgere e portare gli spettatori come passeggeri in un processo retrogrado, labirintico, in continuo adattamento. La leggerezza della realtà, l’accettazione del disorientamento, la frustrazione dell’impotenza, il potere della vitalità, il viaggio accecante nella bianca luce e la rivolta sono immagini portanti che producono il movimento creando un corpo mutante e imprigionato.
Osserviamo l’evasione dello spirito, attraverso un linguaggio e una narrazione privata, femminile, che coinvolge lo spettatore.
Un estratto di Some Other Places è stato proiettato, insieme all’altra creazione Space Oddity, in occasione di Interplay Diffuso 20/20 durate la serata di confronto insieme al pubblico condotta da Simone Pacini di Fattiditeatro.

SARA SGUOTTI. Danzautrice, inizia il suo percorso artistico frequentando l’Accademia di Belle arti di Frosinone proseguendo gli studi all’Accademia di Firenze. Dal 2012 comincia a collaborare con la Compagnia Virgilio Sieni come danzatrice nei lavori Sonate Bach, Esercizi di Primavera, Dolce Vita, La Mer, La Sagra della Primavera, Il prigioniero e i 4 pezzi sacri, Le Bagnanti, la nuova produzione Metamorphosis e nei vari progetti dell’Accademia del Gesto e Biennale di Venezia Danza. Nel 2015 lavora con la Compagnia Anton Lachky per Side Effects. Nel 2016 inizia il suo percorso di assistente al movimento per gli spettacoli di circo contemporaneo del direttore Roberto Magro, con cui crea spettacoli per le scuole di circo Esac, Codars, Flic. Contemporaneamente, lo stesso anno, prende parte al remake del film Suspiria diretto da Luca Guadagnino firmando le coreografie in collaborazione con Damien Jalet. Nel 2017 collabora con Cristina Rizzo per la produzione VN\Serenade. Nel 2018 prende parte alla creazione Joye de Vivre di Simona Bertozzi. II suo percorso personale inizia con S. Rituale (versione duetto) \ S.SOLO (versione solo) con il quale vince il premio Corto in Danza, un premio di residenza e produzione presso Cie Twain, il bando DNA appunti coreografici 2017 e debutta al Festival RomaEuropa nel 2018. Nel 2016 dà inizio insieme a Nicola Simone Cisternino al progetto SA.NI. e con Tuttuno sono tra i vincitori del bando l’Italia dei Visionari 2017, del bando Cura 2017 e selezionati per la Vetrina Anticorpi XL 2017.
Nel 2019 apre una ricerca sulla tematica del “rapporto con il pubblico” con un assolo chiamato Space Oddity, selezionato alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore del Network Anticorpi XL, e collabora con Jari Boldrini per la nuova creazione di Nicola Simone Cisternino, Sobotta. Nel 2020 fonda il progetto Dance For Dance insieme agli Attivisti della Danza, con il sostegno della Regione Toscana e collabora attivamente con il gruppo DanceWell di Bassano del Grappa.

SPARTACO CORTESI. Musicista e si occupa di produzioni audio, lavorando prevalentemente con strumenti elettronici, voci e rumore utilizzando software dedicati attraverso pratiche di decostruzione, spesso cercando di sfruttare la riduzione delle possibilità come metodo di composizione. Dal 1990 organizza progetti musicali orientati verso il “noise” e la musica elettronica, producendo 5 album, di cui 2 come solista sotto lo pseudonimo Yellowcake, pubblicati dalla seminale etichetta belga KK Records nella seconda metà degli anni 90. Dal 2000 lavora in progetti che vanno dalla sonorizzazione di installazioni, sistemi interattivi e video, alla composizione di score per la danza contemporanea ed il teatro. Tra le collaborazioni Company Blu, Virgilio Sieni, TPO, Irene Russolillo, Stefano Questorio, Elena Giannotti.

La serata inaugurale prosegue alle 20.10 con la coreografa Silvia Gribaudi che presenta il premiatissimo Graces – finalmente dal vivo dopo l’apertura virtuale della scorsa edizione. L’ironica sfida fra un’impossibile “bellezza” assoluta e la necessità di accettarsi nella diversità è al centro dell’ultima acclamata creazione della coreografa torinese, in scena con tre performer nella sua ricerca sul valore artistico, sociale, intellettuale dello humor e del corpo. Gribaudi è l’italiana selezionata per il progetto internazionale Étape Danse 2019, a cura di MosaicoDanza, Fabrik Potsdam (DE) e Theatre de Nimes (FR).

MERCOLEDì 19 MAGGIO – CASA DEL TEATRO h 20.10

GRACES > 50’
ZEBRA – SILVIA GRIBAUDI (IT)
Lo spettacolo sarà visionabile in streaming dalla sala virtuale del Festival*
Di: Silvia Gribaudi
Drammaturgia: Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti
Con: Silvia Gribaudi, Andrea Rampazzo, Matteo Marchesi, Giacomo Citton
Direttore tecnico: Leonardo Benetollo
Disegno luci: Antonio Rinaldi
Assistente tecnico luci: Theo Longuemare
Direzione tecnica: Leonardo Benetollo
Costumi: Elena Rossi
Produzione: Zebra
Coproduzione: Santarcangelo Festival
Con il sostegno di MIBACT

Progetto realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore, coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia – progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, Zona K.
Residenze artistiche: ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia, Klap – Maison Pour la danse Marsiglia, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, Centro di Residenza Armunia/CapoTrave Kilowatt, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale: Centro di Residenza Emilia-Romagna, Dansstationen, Danscentrum Syd, Skånesdansteater Malmö Svezia
Vincitore CollaborAction#4 2018/2019 in collaborazione con festival, rassegne e stagioni a cura di Anticorpi, Ater, Interplay, Piemonte Dal Vivo, Amat, Arteven, Teatro Comunale di Vicenza, Artedanzae20, Teatro Pubblico Pugliese, C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Armunia, FTS Onlus
Spettacolo selezionato a NID Platform 2019
Finalista al premio Rete Critica 2019
Vincitore del premio Danza&Danza 2019 come miglior produzione italiana
Vincitore del premio Last Seen 2020 – Krapp’s Last Post

GRACES: bellezza, scultura e natura. Questi gli ingredienti del lavoro di Silvia Gribaudi, Premio Danza&Danza 2019 come Produzione Italiana, ispirato allo scultore Antonio Canova e andato in onda nella sua versione documentaristica per l’edizione di Interplay Digital 20/20. Cos’è la bellezza? Come si manifesta? L’ispirazione è mitologica. Le tre grazie, Euphosyne, Aglaea e Thalia, figlie di Zeus, erano creature divine in grado di diffondere splendore, gioia e prosperità. In scena tre corpi maschili, tre danzatori in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto. Con loro anche la stessa Gribaudi, in una performance dove il maschile e il femminile si incontrano, lontano da stereotipi e ruoli, liberi, danzando il ritmo stesso della natura. Silvia Gribaudi ama definirsi “autrice del corpo” perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte tramite una comicità diretta, crudele ed empatica in cui non ci sono confini tra danza, teatro e performing arts.
Negli ultimi 10 anni l’artista si è interrogata sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo. Le grazie sono diventate canone estetico neoclassico, ma prima di ogni cosa incarnano gioia, splendore e prosperità. Lo spettacolo è in linea con la poetica dell’artista, che si avvale di una ricerca costante di confronto e inclusione con il tessuto sociale e culturale in cui le performance si sviluppano. Il suo linguaggio artistico nasce dall’incontro tra danza e ironia, cruda ed empatica.
Dopo i successi di A Corpo Libero (2009) e R.OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi (2017), Gribaudi crea uno spettacolo con tre giovani performer, proseguendo la propria ricerca sul valore estetico, sociale e intellettuale dello humour e del corpo.

SILVIA GRIBAUDI, nata a Torino, è un’artista e coreografa il cui linguaggio attraversa arti performative, danza e teatro, focalizzando la propria ricerca sul corpo e sulla relazione con il pubblico. Nel 2009 crea A corpo Libero che vince il Premio pubblico e giuria per la Giovane Danza d’Autore e viene anche selezionato da Aerowaves Dance Across Europe, Biennale di Venezia, Dublin Dance Festival, Fringe Festival, Dance Victoria Canada, al Festival Do Disturb a Palais De Tokyo di Parigi e a Santarcangelo Festival. Dal 2013 al 2015 si concentra sul corpo e la nudità con: The film contains nudity e What age are you acting? – Le età relative (progetto Act your age). Nel 2017 è selezionata in Italia tra i coreografi del Network ResiDance Anticorpi XL 2017. Nel 2016 e 2017 è regista e coreografa di tre diverse performance (My Place, Felice e R. OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi) dove il corpo del performer diventa protagonista attraverso la propria identità espressiva. Nel 2017 debutta a Vancouver, Canada, in una coproduzione italo-canadese con Tara Cheyenne dal titolo Empty. Swimming. Pool e R. OSA è finalista al Premio Ubu e al Premio Rete Critica.
Nel 2019 debutta con lo spettacolo Graces e con la performance Humana Vergogna – per cui cura la coreografia – parte del progetto La Poetica della Vergogna di Fondazione Matera Capitale della Cultura 2019 e #Reteteatro41. Nel 2019 inizia a lavorare sulle nuove produzioni: MON JOUR! coprodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile del Veneto e sostenuto dal progetto Europeo Corpo Links Cluster; OUT OF PLANET sostenuto da Ètape Danse e sviluppato insieme al danzatore e coreografo libanese Abou Diab.

La serata, oltre che in presenza, sarà trasmessa anche in streaming nella sala virtuale di Interplay 2021.

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Il 20 maggio, alla Lavanderia a Vapore di Collegno, si celebra il giorno di Chiara Bersani, performer e autrice italiana attiva nelle performing arts, nel teatro e nella danza di ricerca, Premio Ubu come miglior performer under 35.
A partire dalle 19.30, negli spazi all’aperto della residenza regionale per la danza Chiara Bersani incontra Gosia Turzeniecka, artista polacca e torinese d’adozione. Le due artiste, con i loro stili di espressione e background culturali si fonderanno in un unico muoversi, rappresentarsi e sentire in una performance multidisciplinare legata all’arte del movimento e la pittura murale. Dopo l’esperienza fatta a Interplay Diffuso 2020 con la stessa Gosia Turzeniecka e Daniele Ninarello, Interplay torna a lasciare una traccia permanente sui muri del cortile della Lavanderia a Vapore.

GIOVEDì 20 MAGGIO – LAVANDERIA A VAPORE – OUTDOOR h 19.30

PERFORMANCE MULTIDISCIPLINARE > 15’
GOSIA TURZENIECKA e CHIARA BERSANI (PL/IT)
Intervento di pittura murale dell’artista: Gosia Turzeniecka (PL)
Soggetto e performer: Chiara Bersani (IT)
PRIMA NAZIONALE

PERFORMANCE MULTIDISCIPLINARE. Due artiste, due stili di espressione, due background culturali. La fusione avverrà davanti ai nostri occhi un una performance multidisciplinare legata all’arte del movimento e la pittura murale.
Dopo l’esperienza fatta a Interplay Diffuso 2020 con Gosia Turzeniecka e Daniele Ninarello, Interplay torna a lasciare una traccia permanente sui muri del cortile della Lavanderia a Vapore.

GOSIA TURZENIECKA: artista polacca, classe 1974, di adozione Torinese. Sin dal 2003 sono numerose le sue esposizioni in Italia e all’estero, in mostre collettive e individuali. I suoi esordi, agli inizi del 2000, la vedono utilizzare la tecnica dell’incisione, tecnica di cui mantiene la delicatezza del tratto e che nel tempo si è evoluta in una restituzione più immediata e sintetica grazie all’uso dell’acquerello.
Negli ultimi anni si dedica anche alla ritrattistica, reale e immaginaria, prediligendo l’uso del bianco e del nero o di morbidi colori pastello nel caso dei raffinati paesaggi urbani e naturali.

CHIARA BERSANI è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Art, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Sia come interprete che come regista/coreografa si muove attraverso linguaggi e visioni differenti. I suoi lavori, presentati in circuiti internazionali, nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena. La sua ricerca si basa sul concetto di Corpo Politico e sulla creazione di pratiche volte ad allenare la presenza e l’azione. La lunga collaborazione con Alessandro Sciarroni (Leone d’Oro 2019) le ha permesso grande visibilità e seguito da parte di pubblico e critica grazie anche alla toccante performance Your Girl, presentata a Interplay nel 2009, in cui Chiara personificava la fragilità umana. L’opera “manifesto” della sua ricerca è Gentle Unicorn, performance inserita nel circuito Aerowaves. Per il rigore nell’incarnare questo studio nel 2019 le viene attribuito il Premio UBU come miglior nuova performer under 35. Nell’agosto 2019 durante l’Edimburgh Fringe Festival Gentle Unicorn vince il Primo Premio per la categoria danza al Total Theatre Awards.

Alle 20, negli spazi teatrali della struttura di Collegno Chiara Bersani presenta in prima nazionale, dopo l’opera manifesto del 2019 Gentle Unicorn, la nuova creazione Il Canto Delle Balene. In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo, uno spettacolo ispirato da seguire con gli auricolari del cellulare e ispirato alle parole di Liliana Segre la cui azione è affidata a Matteo Ramponi, performer italiano noto per la sua abilità di diventare invisibile: posto all’interno di una coralità, egli diventa scheletro, struttura. Sparisce tra i corpi ma ne detta il movimento. La sua capacità di svanire sarà il centro dell’intera creazione e il suo obiettivo sarà quello di portare ogni fruitore dell’opera a scegliere di essere lì e diventare parte di un rito collettivo, consapevole che si tratti di una chiamata. Una dichiarazione di presenza. Un lamento funebre. Una ballata nuziale. Un canto di richiamo. Una scelta di accoglienza.

GIOVEDì 20 MAGGIO – LAVANDERIA A VAPORE h 20.00

Chiara Bersani – Il canto delle balene (foto di Alice Brazzit) 

Evento organizzato in partnership con Fondazione PDV e Lavanderia a Vapore / Centro di Residenza per la Danza
IL CANTO DELLE BALENE > 70’
CHIARA BERSANI (IT)
Di: Chiara Bersani
Azione: Matteo Ramponi
Suono: F. De Isabella
Partecipazione alla Creazione Sonora: Ilaria Lemmo
Luce e scena: Valeria Foti
Tecnica Paolo Tizianel
Consulenza Drammaturgica: Marco D’Agostin
Coach: Marta Ciappina
Styling: Greta Rizzi
Mentoring: Alessandro Sciarroni
Video: Alice Brazzit
Organizzazione di Produzione e Logistica Eleonora Cavallo
Promozione,comunicazione, cura: Giulia Traversi
Consulenza Amministrativa: Chiara Fava
Produzione: Associazione Culturale Corpo celeste C.C.0#
co-produzione: Kunstencentrum Vooruit(Gent, BE), Santarcangelo Festival (IT); Armunia/Festival Inequilibrio (IT), Theaterfestival Boulevard (s- Hertogenbosch, NL); con il supporto di: Centrale Fies, Dro (ITA), Teatro Gioco Vita (Piacenza), CSC–Centro Per La Scena Contemporanea (Bassano del Grappa, IT), Versiliadanza- Teatro Cantiere Florida (Firenze), Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare e Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza per la Danza (ITA).
Premio UBU 2019 come miglior nuova performer under 35
PRIMA NAZIONALE

IL CANTO DELLE BALENE. L’azione è affidata a Matteo Ramponi, performer italiano noto per la sua abilità di diventare
invisibile: posto all’interno di una coralità, egli diventa scheletro, struttura. Sparisce tra i corpi ma ne detta il movimento. La sua
capacità di svanire sarà il centro dell’intera creazione e il suo obiettivo sarà quello di portare ogni fruitore dell’opera a scegliere di
essere lì e diventare parte di un rito collettivo, consapevole che si tratti di una chiamata.
Una dichiarazione di presenza. Un lamento funebre. Una ballata nuziale. Un canto di richiamo. Una scelta di accoglienza.
Ispirata dalle parole profonde di Liliana Segre, la Bersani si interroga sulle proprie responsabilità nel contesto attuale.

Il pubblico dovrà arrivare 15-30 minuti prima dell’inizio dell’evento, portando con sé le proprie cuffie o auricolari e mettendo a disposizione dello spettacolo il proprio smartphone con batteria al 100%. In caso non potesse usare il proprio dispositivo e/o cuffie è pregato di comunicarlo ad un referente del teatro all’atto dell’acquisto del biglietto.
A partire da 3h prima dell’inizio dello spettacolo verrà messo a disposizione sul sito dell’evento un QrCode / Link da cui poter scaricare il file audio. In alternativa il file audio sarà possibile ascoltarlo una volta arrivati in teatro collegandosi al QrCode.

Enrico & Ginevra debuttano alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani venerdì 21 Maggio alle 20 in prima nazionale con la nuova creazione Ara! Ara!. In scena i due danz’autori  che vivono fra Torino e Berlino si destreggiano con colori, segni grafici e bandiere, metafore che sottendono tensioni politiche, espressioni di appartenenza, affermazione e potere. Ara! Ara! è la definizione di un simbolo: un potere in ascesa che sceglie un volatile per rappresentare se stesso. Non un maestoso quanto temibile rapace come l’aquila, animale spesso utilizzato come simbolo araldico di potenza. Al contrario un volatile a cui riconosciamo un carattere allegro e brioso diventando, secondo uno sguardo popolare occidentale, un’icona esotica: il pappagallo Ara. Nel circo è stato introdotto per le sue capacità acrobatiche che, insieme ai colori vivaci del piumaggio e alla capacità di ripetere suoni e parole per imitazione, ne hanno fatto un perfetto animale da intrattenimento in cattività. ARA! ARA! rappresenta un potere seducente per il suo aspetto innocuo e festoso che come il volatile, imita e ripete, riportando modelli del passato, ignorando contenuti ed effetti. Seconda parte di un dittico iniziato con AeReA, lo spettacolo continua a indagare il potere simbolico della bandiera, attingendo alla tradizione folcloristica dello sbandieramento. 

VENERDÌ 21 MAGGIO – CASA DEL TEATRO h 20.00

Enrico & Ginevra – Ara! Ara!

ARA! ARA! > 50’
GINEVRA PANZETTI / ENRICO TICCONI (IT/DE/FR)
Lo spettacolo sarà visionabile in streaming dalla sala virtuale del Festival*
Coreografia, performance, visual concept: Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi
Sound design e composizione: Demetrio Castellucci
Rullante, percussioni, e registrazione: Michele Scotti
Light design: Annegret Schalke
Set design: Laila Rosato
Disegno bandiera: Ginevra Panzetti
Realizzazione costumi: Julia Didier
Insegnanti di sbandieramento: Carlo Lobina e Flag-wavers di Arezzo
Direzione tecnica: Paolo Tizianel
Touring e distribuzione: Aurélie Martin
Production management italiana: VAN (Federica Giuliano, Eleonora Cavallo)
Production management tedesca: Monica Ferrari
Produzione: Ginevra Panzetti / Enrico Ticconi; Associazione Culturale VAN

Finanziato da: Hauptstadtkulturfonds (German Cultural Capital Fund)
Con il supporto di: La Fondation d’entreprise Hermès all’interno del New Settings Program
Co-prodotto da: PACT Zollverein; La Briqueterie CDCN du Val-de-Marne; KLAP Maison pour la Danse; Théâtre de Vanves; Triennale Milano Teatro.
Supportato attraverso Étape Danse, sostenuto da Institut français d’Allemagne – Bureau du Théâtre et de la Danse, in partnership con Maison CDCN Uzès Gard Occitanie, théâtre de Nîmes-scène conventionnée d’intérêt national – Art et Création – danse contemporaine, Fabrik Potsdam, con l’aiuto di DGCA – ministère de la Culture et de la Communication, il comune di Potsdam, MOSAICO DANZA / INTERPLAY FESTIVAL
in collaborazione con la Lavanderia a Vapore di Collegno; Radialstiftung.
Residenza artistica: NAOcrea – Ariella Vidach AiEP; Teatro Félix Guattari – Masque Teatro; CSC Bassano del Grappa; PACT Zollverein; Armunia; Schaubühne Lindenfels; Sosta Palmizi.
Con il ringraziamento a: Teatro Comandini – Societas; Anghiari Dance Hub.
Ginevra Panzetti / Enrico Ticconi sono supportati da DIEHL+RITTER/TANZPAKT RECONNECT, fondato dal Federal Government Commissioner for Culture and the Media parte dell’iniziativa NEUSTART KULTUR
Selezionato per il progetto Étape Danse 2020.

PRIMA NAZIONALE

ARA! ARA! Come scivolate giù dai drappi di bandiere in moto costante, simbologie araldiche prendono peso e forma. Esseri chimerici e figure oniriche appaiono come sfogliando un armoriale o bestiario medievale. Sembrano raccontarci storie di conflitti che hanno avuto luogo nel perimetro ben definito di un emblematico campo di battaglia. In tempi antichi, i segni grafici e gli accostamenti di colore sulle armature nascevano per l’esigenza bellica di identificare le diverse fazioni durante gli scontri. Ebbero origine così gli stemmi, un sistema di segni, figure e colori, organizzati all’interno di una sagoma, spesso a forma di scudo. Servivano a comunicare, seguendo un preciso alfabeto segnico, l’identità di un individuo, di una famiglia o di un’intera comunità. Emblemi che sotto forma di colori vivaci e animali fantastici sottendono tensioni politiche, espressioni di appartenenza, affermazione e potere. ARA! ARA! è la definizione di un simbolo: un potere in ascesa che sceglie un volatile per rappresentare se stesso. Non un maestoso quanto temibile rapace come l’aquila, animale spesso utilizzato come simbolo araldico di potenza. Al contrario un volatile a cui riconosciamo un carattere allegro e brioso diventando, secondo uno sguardo popolare occidentale, un’icona esotica: il pappagallo ARA. Nel circo è stato introdotto per le sue capacità acrobatiche che, insieme ai colori vivaci del piumaggio e alla capacità di ripetere suoni e parole per imitazione, ne hanno fatto un perfetto animale da intrattenimento in cattività. ARA! ARA! rappresenta un potere seducente per il suo aspetto innocuo e festoso che come il volatile, imita e ripete, riportando modelli del passato, ignorando contenuti ed effetti.
Seconda parte di un dittico iniziato con AeReA, ARA! ARA! continua a indagare il potere simbolico della bandiera, attingendo alla tradizione folcloristica dello sbandieramento. Presente in entrambi i titoli, la parola ARA lascia emergere un secondo significato che allude all’antico luogo deputato al sacrificio, qui inteso come meccanismo generatore di morte, inflitta in dono a chi veniva riconosciuto il potere più alto.

GINEVRA PANZETTI ed ENRICO TICCONI vivono tra Berlino e Torino e lavorano insieme come duo artistico dal 2008. La loro ricerca si sviluppa nell’ambito della danza, la performance e l’arte visiva. Approfondendo tematiche legate alla storica unione tra comunicazione, violenza e potere, attingono ad immaginari antichi costruendo figure o immagini ibride tra storia e contemporaneità. Entrambi si diplomano presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e frequentano la Stoa, scuola di movimento ritmico e filosofia diretta da Claudia Castellucci. Nel 2010 si
trasferiscono in Germania e approfondiscono percorsi individuali ma reciprocamente complementari: Enrico studia a Berlino Danza e Coreografia presso la Inter-University Center for Dance (HZT), Ginevra arte Intermediale presso l’Accademia di Belle Arti di Lipsia, Hochschule für Grafik und Buchkunst (HGB). Nel 2019 vincono con la performance site-specific JARDIN / ARSENALE il premio Arte Laguna 13 nella sezione performance e video arte, la prima edizione del Premio Hermès Danza Triennale Milano con il quale realizzano il loro ultimo lavoro
AeReA, il Premio Danza&Danza come coreografi emergenti e vengono nominati “Talento dell’anno” dalla rivista tedesca Tanz – Zeitschrift für Ballet Tanz und Performance. Con il lavoro HARLEKING sono stati selezionati dalla piattaforma europea AEROWAVES Twenty 19, dalla New Italian Dance (NID) Platform e dalla piattaforma della danza tedesca Tanzplatform Deutschland 2020.

Chiude il programma della prima settimana di INTERPLAY 2021, alle 21, la creazione in prima nazionale di Elias Aguirre e Chey Jurado (SPAGNA) Pez Esfingeun lavoro di ricerca su dettagli della natura sottomarina che passano inosservati, su spazi che apparentemente restano immobili, timidi. Un tuffo nello sfondo abissale umano. Il lavoro pone un parallelo tra questi dettagli sottomarini e le persone. La timidezza nasconde dentro di noi un luogo a noi sconosciuto, una profondità abissale che nasconde la nostra natura più
profonda e che quando emerge rivela una forza enorme. Nel mondo subacqueo sono innumerevoli questi movimenti quasi impercettibili che però sorprendono quando diventano esplosivi. 

VENERDÌ 21 MAGGIO – CASA DEL TEATRO OUTDOOR h 21.00

Elias Aguirre e Chey Jurado – Pez Esfinge

PEZ ESFINGE > 20’
ELÍAS AGUIRRE e CHEY JURADO (ES)
Di: Elías Aguirre
Con: Chey Jurado e Elías Aguirre
Musiche originali: Asaf Yaniv & Ignacio Valbuena
Luci: Sergio G. Dominguez
Produzione: SNEO-Mayda Álvarez
Premio del pubblico e Secondo Premio al Concorso Danzaxtrema (ES)
PRIMA NAZIONALE

PEZ ESFINGE è un lavoro di ricerca su dettagli della natura sottomarina che passano inosservati, su spazi che apparentemente restano immobili, timidi. Un tuffo nello sfondo abissale umano. Il lavoro pone un parallelo tra questi dettagli sottomarini e le persone. La timidezza nasconde dentro di noi un luogo a noi sconosciuto, una profondità abissale che nasconde la nostra natura più profonda e che quando emerge rivela una forza enorme. Nel mondo subacqueo sono innumerevoli questi movimenti quasi impercettibili che però sorprendono quando diventano esplosivi.
Pez Esfinge si è esibito in festival in Europa, Stati Uniti e Asia come Beijing Dance Festival (Cina), Battery Dance Festival (New York), Abril en Danza (Spagna), Masdanza (Spagna) Reencontres Choreographiques (Francia), Sziget (Ungheria), Body Radical (Ungheria).
Lo scorso dicembre (2020) la performance ha vinto il Premio del Pubblico e il Secondo Premio al Concorso Danzaxtrema (Spagna).

ELÍAS AGUIRRE. Artista multidisciplinare, danzatore, coreografo, fotografo e artista visivo. Laureato in Belle Arti presso l’Università Complutense di Madrid, ha studiato presso il Royal Professional Dance Conservatory di Madrid e conseguito un Master in Performing Arts presso l’Università Rey Juan Carlos. Registra documentari sulla natura (con Luis Miguel Domínguez) e studia vari stili di danza urbana, butoh e clown. Nel 2008 Elías Aguirre ha iniziato a montare i suoi progetti e a lavorare in collaborazione con importanti coreografi e ballerini. Alcuni di questi progetti hanno ricevuto importanti premi internazionali e sono stati portati in festival di tutto il mondo. I lavori di Elías sono caratterizzati dalla convergenza di tecniche di danza contemporanea, danza urbana, teatro gestuale e con una forte ispirazione dalla natura. Tra questi ci sono: “87grillos”, “Light park”, “White room”, “Longfade”, “Fight or flight”, “Flightless”, “Shy Blue”, “Sphinx fish” e “Puk e Nuk”. Ha ottenuto numerosi premi tra cui il 1 ° Premio per le arti dello spettacolo ADAE 2009, 1 ° Premio per il Burgos – New York Contest 2010, 1 ° Premio per il Concorso Iberoamericano di Alicia Alonso 2010 e Premio per la Cultura del Comune di Madrid 2010. Attualmente unisce le sue performance e creazioni coreografiche con laboratori di danza, mostre, talk sulla fotografia e video danza ed è direttore del festival di danza “CUERPO ROMO”.

CHEY JURADO è un danzatore e coreografo spagnolo. Si avvicina alla danza urbana raggiungendo ben presto grande successo e notorietà. Tre volte vincitore del Red Bull BC One in Spagna, Premio alla Migliore Performance nel Battle of the Year, Primo Premio R16 in Spagna, Migliore Performer al Masdanza Canaris, è vincitore del Hop Festival/categoria Solo e del Premio del Pubblico a Valencia, competizione coreografica 10 Sentidos e del Burgos – New York. Esperto in breakdance e danza contemporanea, ha collaborato con diverse e importanti compagnie: Lokomanía, CIA Jordi Vilaseca, Rojas y Rodriguez (Titanium), CIA Elias Aguirre, Taiat Dansa. Attualmente è direttore e coreografo della sua compagnia Senpü.

La serata, oltre che in presenza, sarà trasmessa anche in streaming nella sala virtuale di Interplay 2021

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