TeatroTorino

Sul palco del FLOWERS FESTIVAL di Collegno (TO) il 6 luglio torna “FUORI. STORIE DAL MANICOMIO”

Proprio all’interno delle mura dell’ospedale psichiatrico di Collegno rivive una pagina di storia nazionale

La storia del Manicomio di Collegno rivive sul grande palco montato nel cortile di quella che fu la lavanderia della struttura psichiatrica. Martedì 6 luglio alle 21 va in scena, in un luogo fortemente simbolico, “Fuori. Storie dal Manicomio”, firmato e prodotto da Lab22, nella seconda serata del Flowers Festival. Dentro i muri di cinta, che separavano la realtà dei “matti” da quella del paese, costruiti su progetto dell’ingegner Luigi Fenoglio, rivive una pagina di storia locale e nazionale, e soprattutto le vite di chi, adulto o bambino, fu rinchiuso in quei corridoi, sottoposto a crudeli terapie sperimentali, a una vita stravolta, distrutta da sveglie alle 5 e cene alle 17, da punizioni, da costrizioni, psicologiche e corporali. 

Il testo è stato scritto da Serena Ferrari partendo dalle inchieste e dagli scritti dei giornalisti Alberto Papuzzi e Alberto Gaino, dal libro di Bruna Bertolo “Donne e follia in Piemonte”, ma anche dalle vite dei protagonisti del tempo, come lo spregiucato Professor Coda, vice direttore dell’Ospedale psichiatrico di Collegno, processato nel periodo 1970-1974 per maltrattamenti con relativa condanna a cinque anni di detenzione, al pagamento delle spese processuali e all’interdizione dalla professione medica per cinque anni. Ma la storia intreccia anche l’amore nei versi di Alda Merini e in quelli cantati da Simone Cristicchi e da Franco Battiato. Racconta quel mondo e la battaglia che nacque al suo interno e condusse, poi, alla promulgazione della legge relativa agli “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, comunemente nota come Legge Basaglia: portò alla chiusura dei manicomi. Già l’anno precedente l’Amministrazione Comunale di Collegno aveva fatto abbattere il primo tratto del muro di cinta che circondava il Manicomio, precorrendo la coraggiosa misura legislativa che decretò il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici, con una conseguente e rinnovata sensibilità nei confronti del disagio psichico. 

Serena Ferrari, insieme a Fabrizio Rizzolo, firma anche la regia di “Fuori, storie da un manicomio” che conta su un cast numerosissimo, fatto di attori professionisti, ballerini ma anche di un’orchestra che realizza dal vivo, sul palco, tutte le musiche di accompagnamento. Gli attori e cantanti professionisti sono Fabrizio Rizzolo, Cristina Lella, Ettore Scarpa, Simone Valentino, Elena Di Giorgio, Tita Giunta, Alan Mauro Vai, Annalisa Platania, Sara Magaldi, Paolo Bergonzi, Andrea Narducci, affiancati dagli allievi di Lab 22 Sofia Volpe, Giuliano Zacco, Sofia Lo Grasso, Viola Morelli, Syria Morelli. I ballerini professionisti del cast sono Claudio D’Ambrosio, Bruno Mazzon affiancati da tutta la squadra di Lab22: Erik Vair, Francesca Palumbo, Sofia Lo Grasso, Elena Marangon, Margot Pernaci, Giada Marchitelli, Elisa Vincelli, Sara De Vita, Eleonora Grignano, Alessandra Benna, Elisa Ienco, Mattia Mannarino, Desirèe Comoli, Elisa Mannarino, Martina Leone, Nicole Coviello, Rebecca Veneziano, Alì Chamtouri, Eleonora Lucia Borra, Viviana Moglia, Marta Cimadomo, Arianna Ferroglio, Giada Clemente. Tutta la musica è realizzata dal vivo da Francesca Chiofalo, Marcello Iaconetti, Davide Speronello, Matteo Pustianaz, Marco Sansoè e Agnese Garuffi.

 «Negli ultimi anni abbiamo creato degli spettacoli su temi dell’impegno civile. Ne abbiamo firmato uno sulle morti bianche e sui morti della Thyssen Krupp di Torino, uno per contrastare la violenza sulle donne, uno sulla scomparsa del ragazzo collegnese Fabrizio Catalano» spiega il presidente di Lab 22, Claudio Ferrari. Nessuno ha però ottenuto il riscontro di “Fuori”, che ha inanellato, dalla sua prima messa in scena, 15 repliche e 15 sold out. Uno spettacolo forte, «che urla» come suggerisce la slide che viene proiettata prima dell’inizio di «Fuori». Racconta storie di bambini, di donne, di persone fragili. Di abusi e violenze. Di speranze e di poesia. Di muri costruiti e non più abbattuti. Di esclusione del diverso. A tratti un pugno allo stomaco, a tratti una musica che unisce amori e storie. Uno spettacolo intenso che mescola movimento e parole, ricordi e il messaggio che escludere non porta mai a nulla.

Biglietti in vendita al link: http://bit.ly/FUORI_STORIE_DAL_MANICOMIO

Costo 20 euro più prevendita.

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